No Good Deed

Un agente di polizia, dedito ai furti di auto rubate, con un’insolita passione per il violoncello e per la musica, deve andare in cerca della figlia di un’amica scomparsa da giorni. Casualmente si imbatte in una banda, un po’ maldestra e nervosa, di truffatori. I malviventi lo rapiscono e lo inseriscono, suo malgrado, nelle dinamiche della banda. Tra i delinquenti c’è anche una bellissima donna, Erin, professoressa di pianoforte e grande manipolatrice dell’animo maschile. Tra il poliziotto e la donna scatta una scintilla, fino al momento della truffa, quando… Brutto, brutto, brutto. Un brutto film, grottesco, involontariamente comico, surreale, senza una minima idea e di una prevedibilità disarmante. Ma perché Samuel L. Jackson si è invischiato in un progetto del genere? Forse solo per soldi? Ma allora, secondo questo principio, vale davvero tutto. L’accattivante presenza sullo schermo della Jovovich non riesce comunque a lenire il fastidio per la sceneggiatura e i dialoghi, al limite dell’imbarazzo e dell’offesa verso lo spettatore. Non sappiamo se sconsigliarlo o se invitare ad andare al cinema per vedere un perfetto esempio di brutto e inutile film. Ma, considerando i prezzi dei biglietti, forse è meglio andare a vedere altro.
(andrea amato)