M

My name is Tanino

Tanino è siciliano, ma studia (controvoglia) fuorisede a Roma. Appassionato di cinema, Tanino al mare conosce una ragazza americana, Sally, e decide così di andarla a trovare negli Usa. Sia per rivedere la ragazza, sia per fare un’esperienza di vita. Tanino è un po’ no global, un po’ arrogante, figlio dei suoi tempi, sicuro delle poche verità che ha acquisito a Castelluzzo, in Sicilia, grazie a un amico che lo intontisce di slogan. Tanino arriva a Rhode Islad da Sally, con la scusa di restituirle una telecamera. Si trova di fronte alla tipica famiglia borghese americana, tutta ipocrisia e convenevoli, ma con una serie di equivoci, dettati dalla lingua, Tanino scoperchia il marcio di quella famiglia, sconquassandola definitivamente. Decide di andarsene, anche perché la sua amata lo ha già rimpiazzato con un vitaminico biondone. Finisce in casa di parenti emigrati, mai conosciuti, un po’ mafiosi e forse Tanino conosce anche l’uomo che ha ucciso suo padre. I Li Causi fanno di tutto per fare fidanzare Tanino con la figlia obesa del sindaco della cittadina, italo-americano, Omobono. Anche qui non è aria e dopo aver combinato qualche casino decide di scappare a New York, dove incontra il suo film maker preferito, il suo idolo, quasi più sfigato di lui. Per Tanino sembra realizzarsi un sogno: lavorare con il suo mito, ma il giorno dopo… Finalmente esce nelle sale il film di Paolo Virzì, bloccato per più di un anno dal collasso finanziario del produttore Vittorio Cecchi Gori. Presentato a Venezia nel 2002, My name is Tanino è una pellicola agrodolce, molto ironica, che ricalca i cliché della commedia all’italiana in trasferta. Virzì la arricchisce con chiare citazioni di altri fortunati generi: dai Sopranos a Goodfellas, da Mimì metallurgico a Dinasty, da Wenders a Totò. Un film molto piacevole, che comunque fa riflettere, realizzato con molto stile e tecnica. «Tutti, come Tanino, siamo stati diciottenni svagati, integralisti, con lo sguardo spaesato e ingenuo, ancora senza arte né parte, insomma pischelli un po’ coglioni», questa la migliore descrizione del personaggio, ovviamente fatta dal regista Virzì. Girato tra la Sicilia, Toronto e New York, My name is Tanino è un film a cui non si può non volere bene. (andrea amato)

Scroll Up