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Manuale d’amore

Film in quattro episodi dedicati ad altrettante fasi dell’amore fra un uomo e una donna. Nel primo episodio lo stralunato Tommaso (Silvio Muccino) si innamora della bella Giulia (Jasmine Trinca). Inizialmente non ricambiato, riuscirà far cambiare idea alla ragazza. Il secondo episodio vede invece Barbara (Margherita Buy) e Marco (Sergio Rubini) affrontare la loro prima crisi coniugale, mentre nel terzo Ornella (Luciana Littizzetto) viene tradita dal marito Gabriele (Dino Abbrescia) ma si rifà con gli interessi portandosi a letto un affascinante anchor man televisivo. Nell’ultimo episodio, infine, Goffredo (Carlo Verdone) viene abbandonato dalla donna che ama, trovando un tenue motivo di speranza nell’incontro con Livia (Anita Caprioli).
Un’occasione perduta. Allenatore, parole sue, di un «dream team» formato da alcuni tra i migliori attori di ciò che resta della commedia italiana, Giovanni Veronesi firma un film incredibilmente debole, affossato da una sceneggiatura assai banale, firmata dallo stesso regista insieme a Ugo Chiti e nata da un’idea di Vincenzo Cerami. Se il primo episodio potrebbe essere salvato per il rotto della cuffia, non altrettanto si può dire del secondo e del terzo, mentre il quarto, forse il migliore, vede un ottimo Verdone reggere da solo la baracca. Troppo poco. Con un cast del genere si poteva e si doveva fare molto meglio. Aurelio De Laurentiis, produttore del film, dice che gli incassi crollano a causa della pirateria. Forse potrebbe decidere di investire le sue risorse in film più interessanti, cosa che ci permettiamo di consigliare anche ai nostri lettori. (maurizio zoja)

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