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L’ultimo sogno

George (Kevin Kline) lavora in studio di architettura dove costruisce i plastici dei progetti architettonici. La sua riluttanza all’uso del computer lo porta al licenziamento. È divorziato da dieci anni, ma ancora innamorato di sua moglie Robin (Kristin Scott Thomas), e ha un figlio di sedici anni (Hayden Christensen), Sam, che ha tutti i problemi degli adolescenti che non rispettano i propri genitori e soprattutto se stessi. George vive in una casa semidiroccata su una roccia davanti all’oceano in California ed è malato di cancro. Prima di morire vuole fare alcune cose: costruire una casa (perché la vita è una casa ), per lasciare un ricordo materiale di sé, e farsi volere bene da suo figlio. L’ultimo sogno ha una prevedibilità sistematica, ma la bravura degli attori e la bella confezione lo rendono un film piacevole. Due ore che volano via senza rendersene conto e più la trama si palesa in tutta la sua banalità, più lo spettatore gode struggendosi davanti ai drammi della storia. Dedicato a quelli che vogliono piangere al cinema, a ogni costo. (andrea amato)

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