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L’ora di religione (Il sorriso di mia madre)

Ernesto (Sergio Castellitto) è un pittore, illustratore di favole per bambini, separato dalla moglie e padre del piccolo Leonardo. Un giorno gli comunicano che un comitato promosso dai suoi parenti vuole fare beatificare sua madre, da tre anni. Capisce che dietro tutta l’operazione ci sono solo motivi venali e gli appare tutto una buffonata. Contemporaneamente conosce la maestra di religione di suo figlio e se ne innamora. Il suo essere libero e ateo contrasta con il processo di beatificazione, ma questo è il pretesto per ripensare alla madre e rielaborare il passato. Vive nel dubbio e non sa se fare il gioco dei fratelli, della zia e della moglie, oppure continuare a vivere senza violare i suoi valori e principi. Un film con derive surreali, incontri decontestualizzati, immagini e situazioni quasi felliniane, dialoghi che sfiorano il grottesco. Bellocchio ritorna sul grande schermo dopo La balia (1999) e lo fa con un film non di facilissima lettura, sostenuto però dal cast di attori tutto di grande livello. Castellitto tiene il personaggio molto bene, anche se ogni tanto irrita per la sua cieca integrità, appena sfiorata dal dubbio. La mano sapiente del regista si nota e l’aiuto di un montaggio e di una fotografia, che rendono Roma a tratti mistica, non è certo indifferente. (andrea amato)

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