L’eternità e un giorno

L’ultima giornata, prima del ricovero ospedaliero, per lo scrittore Alexander: nelle sue peregrinazioni, reali e interiori, salva un piccolo lavavetri albanese dall’adozione coatta, ripensa alla moglie che ha trascurato per scrivere il poema della sua vita, incontra un poeta ottocentesco intento a comprare le parole che gli mancano e soprattutto stila un bilancio amaro della sua esistenza. Sceneggiato da Tonino Guerra col regista, il film è l’ennesika variazione sui temi cari ad Angelopulos, ma qualcosa nella messa in scena non funziona più come prima (soprattutto il binomio paesaggio/anima, ormai un po’ troppo meccanico) e il manierismo che da tempo minaccia  l’opera del regista greco questa volta ha la meglio sulla sincerità delle emozioni. Palma d’Oro a Cannes.