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Le 13 rose

Il 1 Aprile 1939, l’entrata a Madrid delle truppe di Franco segna la fine della guerra civile spagnola. Temendo la sanguinaria repressione che si sta avvicinando, molti Repubblicani scappano dal Paese, ma altri, numerosi, restano e combattono. È il caso delle tredici giovani donne protagoniste di questa storia vera.

La loro è un’azione pacifica, nessuna di loro ha mai impugnato un’arma in vita sua. Durante la guerra hanno militato nella Brigata Socialista della Gioventù oppure lavorato nella Croce Rossa dando da mangiare a vecchi e bambini. Sono giovani ragazze, piene di speranza, che vanno al cinema o a ballare e si divertono come possono durante i giorni duri che precedono la fine della guerra.

Un giorno, dopo la fine della guerra, ad una ad una vengono arrestate. Alcune di esse si conoscono, altre no. Vengono sottoposte a duri interrogatori da parte della polizia e vengono mandate alla Prigione Ventas dove ci sono centinaia di detenute.

Le tredici detenute, soprannominate dalle loro compagne “le minori” per la giovane età, sono accusate di avere aiutato la ribellione e di avere partecipato al complotto per assassinare Franco, un complotto fittizio ma che fissa l’accusa, senza prove reali. Le giovani donne ed i loro parenti non sembrano eccessivamente preoccupati. Non hanno fatto niente, non ci sono prove contro di loro. Al massimo verranno condannate a qualche anno di prigione.

Ma alcuni giorni prima del processo un membro della Forze Armate di Franco, la figlia e l’autista vengono uccisi…

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