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La vita continua a Belgrado

C’è un modo profondamente sbagliato di guardare a questo drammatico ritratto di Goran Rebic su Belgrado e sulla Serbia, reduci dai bombardamenti «punitivi» della Nato. Infatti, se
The Punishment
(presentato nel 2000 a Berlino, a Pesaro e in numerosi altri festival) viene scambiato per un comune reportage giornalistico di controinformazione, incline a documentare la devastazione fisica e psicologica di un popolo, ecco che si perde il senso del progetto. L’idea dell’autore è invece quella di raccogliere – rossellinianamente, ci sia permesso di dire – i relitti, umani e materiali, e di farli esprimere davanti alla macchina da presa, cogliendo tutta l’assurdità di una guerra irresponsabile e contraddittoria, che non ha lasciato sul campo che vittime inconsapevoli e incolpevoli. L’aggressione contro la Serbia non è che l’ultimo capitolo in ordine di tempo del fallimento di ogni prospettiva moderna di geopolitica globale. Il film, attraverso le immagini della devastazione del territorio e le voci dei testimoni, si sofferma sulla permanenza del danno, sull’ipoteca che grava sul futuro di un Paese e di un popolo. Di cui, terminata la «punizione», ci si era già dimenticati.
(anton giulio mancino)

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