La recluta

A prima vista si tratta di un film diretto e interpretato da Clint Eastwood per ragioni strettamente alimentari. Per intenderci, nulla a che vedere con Gli spietati . Eppure La recluta , film con il quale l’autore si rifà dell’insuccesso commerciale di Bird e Cacciatore bianco , cuore nero, non è un banale tentativo di riproporre – aggiornandolo sul piano spettacolare – il modello dei polizieschi eastwoodiani degli anni Settanta, molto graditi dalla «maggioranza silenziosa» nixoniana. Non è, insomma, un Callaghan appena cammuffato. Innanzitutto la classica coppia di poliziotti dalla vicenda (il giovane Charlie Sheen e l’anziano Clint Eastwood) non esprime affatto una dialettica educativa ed edificante, ma un goliardico assemblaggio di differenti prospettive generazionali, cui l’autorità, la disciplina e il senso civico stanno piuttosto scomodi. Alle prese con una spietata banda di ladri d’auto, i due superpoliziotti fanno cialtronescamente, ma con efficacia, il loro dovere senza troppo atteggiarsi a eroi. Congegno narrativo semplice e perfetto, azione alle stelle e punte di erotismo ironico, culminante nell’amplesso «inflitto» da Sonia Braga a Clint Eastwood legato mani e piedi. (anton giulio mancino)