Io sono leggenda

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Io sono leggenda – il libro

Con Io sono leggenda Richard Matheson, uno degli scrittori più amati da Stephen King, ha reinventato i confini dell’horror, raccontando di una Genesi al contrario. La storia dell’ultimo uomo sulla terra, lo scienziato Robert Neville e dell’ultima donna, Ruth. Intorno a loro, l’umanità è finita a causa di una poderosa pandemia. Rimangono solo loro due e un’infinita di vampiri, che sono creature mai viste prima, più simili a zombie agili che ai decrepiti succhiasangue di Bram Stoker. Ma Io sono leggenda non è una semplice storia dell’orrore: è una sorta di Robinson Crosue post-apocalittico, uno dei più impressionanti romanzi dedicati alla solitudine umana. Un’opera che supera i generi e sorprende ancora per la sua carica innovativa (molto vicino al romanzo, in questo senso, il più intellettualistico On The Road di Cormac McCarthy).

I primi due adattamenti

Nel primo film ispirato al romanzo di Matheson, L’ultimo uomo sulla terra (1964), il protagonista è Vincent Price, ai tempi icona degli horror di Roger Corman ispirati ai libri di Edgar Allan Poe. La produzione è italo-americana, e in una scena si vede, riconoscibilissima, la zona Eur di Roma. Matheson, che collaborò alla sceneggiatura, non fu del tutto soddisfatto del risultato: “Il film non mi piacque, anche se la trama del libro è stata rispettata. penso che Vincent Price, che ho amato in tutti i film che ho scritto, non fosse adatto a quel ruolo. la regia poi è povera. Mi importa davvero poco di questo film”.

Il secondo adattamento, 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971), rispetto al precedente è privo di ogni fascino gotico e risente in pieno il clima di Guerra Fredda. La pandemia infatti è qui causata da un’arma biologia esplosa durante un conflitto tra Russia e Cina. Gli effetti speciali si sprecano, ma Charlton Heston (l’Arnold Swarzenegger ante litteram) è troppo dozzinale per ricoprire la portata tragica ed umanissima del protagonista di Matheson.

Io sono leggenda (2007), il film

Anche qui il virus, anche qui (come da romanzo) un dottore che cerca  il vaccino per debellarlo. Anche se i mostri sono creati in digitale, il film di Francis Lawrence non manca di umanità e la landa urbana di New York  è spettacolarmente desolata, come e forse più di quella rappresentata nel disaster movie di J.J.Abrahms ‘Cloverfield, che uscirà solo un anno dopo nei cinema.

La prima parte del film la si vive in attesa, come se assistessimo a una vicenda sospesa, nella seconda parte l’azione prende il dominio con le stragi di mostri e la disperata resistenza del dottore che ha una pretesa più alta della mera sopravvivenza: risollevare l’umanità dalle sue ceneri e guarire gli zombie. I momenti di terrore e alta tensione sono alternati con sagacia a tempi più rilassati ed elegiaci, Io Sono Leggenda è l’ipotetica distopia di un film catastrofico hollywoodiano, che per contratto ‘deve’ finire bene, e sta in questo senso del ‘dopo’ il suo fascino. Will Smith è un dott.Neville credibile: atletico eppure depresso, la sua interpretazione surclassa quella di Heston e Price perché c’è qualcosa di aggraziato nel suo vagabondare per le strade di una Manhattan da incubo: è il ritratto, senza retorica, dello spaesamento urbano.