Fughe da fermo

Un giovane ricco innamorato di una francesina è talmente annoiato da non trovare di meglio che organizzare velleitari attentati anarchici. Salvo poi passare all’importazione di bellezze dall’Est. Edoardo Nesi scrive e dirige il film, adattando un suo romanzo, e si muove in sintonia con il nostrano filone post-giovanilistico (il post si deve al fatto che i protagonisti hanno passato i trenta). Almeno questo film dimostra che non c’è bisogno di gridare al miracolo per ogni dolly che abiti un film italiano. Certo,
Fughe da fermo
è un po’ più trasandato di Muccino, e non sa fare due cose contemporaneamente (tipo muovere i carrelli e dirigere gli attori); in compenso, Marco Cocci promosso a protagonista è abbastanza grintoso, o quantomeno migliore di Accorsi. Il cameratismo, la goliardia e il machismo del film sono abbastanza imbarazzanti, anche perché la scelta di raccontare personaggi sgradevoli è annullata da un sentimentalismo sbrodolone. Aridatece
Amici miei
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(emiliano morreale)