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Fate come se non ci fossi

Uscito nel momento peggiore dell’anno, il film dell’esordiente francese Olivier Jahan merita invece attenzione. È la storia di un adolescente (Jérémie Renier, il bravissimo protagonista di La promesse dei fratelli Dardenne ) che la morte del padre ha reso cupo e chiuso in se stesso. Incapace di relazioni con chi gli vive accanto, il ragazzo ha maturato una radicale misantropia che si esprime in litigi continui con il nuovo compagno della madre, in fastidiose lettere anonime ai vicini, in delazioni ai danni di compagni di scuola e insegnanti. Finché entra in contatto con un’eccentrica coppia di vicini – una sorta di ideale della sessualità espansa – che forse gli cambia la vita.
La qualità migliore del film è la capacità di collocare lo sguardo all’altezza del suo protagonista: Jahan lo segue senza giudicare, senza nascondere la sostanziale sgradevolezza del personaggio, ma senza mai negargli un profondo rispetto. La prima parte, quando il giovane si muove nel buio della banlieu, è molto efficace nel restituire il sentimento di profonda angoscia che lo attanaglia e che trova espressioni di feroce meschinità. Così, senza spiegazioni e senza prediche, e soprattutto senza ricorrere a storie e personaggi estremi, il film riesce nella difficile impresa di raccontare l’adolescenza con precisione sociologica e passione cinematografica. (luca mosso)

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