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Due o tre cose che so di lei

Alle soglie del ’68 (e della Cinese), in uno dei punti di massimo equilibrio del suo percorso, Godard chiude una stagione, quella della nouvelle vague in senso stretto, della «Bande à part», dei generi rivisitati e della nuova idea del cinema e della vita. Un’inchiesta del «Nouvel Observateur» funge da canovaccio quasi ironico per un’indagine sulla vita di una donna sposata che si prostituisce per soddisfare i mille nuovi bisogni indotti dalla società dei consumi. L’inchiesta è anche inchiesta su una città, con folgoranti inserti documentari (la «lei» del titolo è Parigi, negli anni della ricostruzione della città ad uso e consumo del neocapitalismo degli anni Settanta) e sulla messinscena di un luogo, un tempo, una sensibilità (celebre la ripresa dall’alto della tazzina di caffè). Una lezione di serietà e di inventiva per chiunque voglia esplorare un luogo, un tempo, un medium.
(emiliano morreale)

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