Destini incrociati

Un film politico, uno su uno sbirro di Washington e uno romantico, tutti e tre sotto la media, vengono sbattuti insieme dentro un unico film, un insuccesso di critica e di pubblico su un sergente di polizia e una congressista che scoprono che i loro consorti — rimasti uccisi di recente nello stesso incidente aereo — avevano una relazione. Questa trasposizione cinematografica cupa, lugubre, e pesantemente rimaneggiata del romanzo di Warren Adler risente di uno dei rari casi in cui l’interpretazione di Ford risulta costipata. Ogni tanto si riprende per il tempo che basta a ricordare che è un film sugli affari interni e che bisogna sfondare qualche cranio.