Zatoichi

Diciannovesimo secolo. Zatoichi è un vagabondo non vedente che si guadagna da vivere facendo il massaggiatore e il giocatore d’azzardo. Dietro il suo umile aspetto si nasconde però un abilissimo maestro di spada, in grado di infliggere colpi letali. Giunto in uno sperduto paesino, l’uomo si accorge che l’intera popolazione è vittima delle angherie della spietata band dei Ginzo. Stretta amicizia con un giovane sprovveduto e con una coppia di affascinanti geishe, userà tutta la sua arte per cercare di liberare gli abitanti del villaggio dal giogo che li opprime.

Per la prima volta dal suo esordio alla regia, Takeshi Kitano opta per l’ambientazione storica e per un soggetto non suo, riservandosi come nella maggior parte della sua filmografia il ruolo del protagonista, un personaggio popolarissimo in Giappone, già celebrato da diverse serie tv e da altri film per il grande schermo. Svincolandosi dichiaratamente da questi modelli, il regista di
Hana-Bi
ha realizzato un film che, presentato all’ultima Mostra del Cinema, ha conquistato il consenso sia della giuria, che lo ha premiato con il Leone d’Argento per la regia, sia soprattutto del pubblico, che gli ha tributato applausi ancora più fragorosi rispetto a quelli ricevuti da Marco Bellocchio. «L’essenza del film non è strettamente storica – avverte Kitano – in un film in costume ci si può inventare tutto». Via libera allora alla computer grafica per mostrare il sangue che sgorga copioso da tagli e ferite, e a un tip tap accompagnato da ritmi hip hop, versione moderna delle danze celebrative tipiche dei drammi giapponesi in costume. Senza dimenticare i classici (la sequenza della pioggia è un esplicito omaggio a
I sette samurai
di Kurosawa) ma con un umorismo ricorrente e lieve. Le scene d’azione sono state girate dallo stesso Kitano senza il ricorso a controfigure, un compito reso ancora più difficile dal fatto che l’attore-regista, impersonando un non vedente, è stato costretto a recitare a occhi chiusi.
(maurizio zoja)

Zio dello scimpanzè, Lo

Fresca commedia Disney: Kirk veste di nuovo i panni di Merlin Jones, un brillante studente che prima sperimenta tecniche di apprendimento nel sonno su alcune scimmie, poi si ingegna per costruirsi un apparecchio volante. Le scene di volo sono le migliori. Indimenticabile il tema musicale, gorgheggiato dalla Funicello e dai Beach Boys. Sequel di The Misadventures of Merlin Jones.

Zombi

In parte sequel e in parte remake di L’alba dei morti viventi, è un horror apocalittico alle soglie del capolavoro. Mentre il numero degli zombi cresce a dismisura, quattro persone barricate in un centro commerciale conducono un’esistenza ai limiti dell’utopia. Un racconto satirico e ricco di metafore che sollecita emozioni con sorprendente facilità, grazie agli zombi di volta in volta terrificanti, eroici, ridicoli e persino emarginati. Gli ottimi e sanguinolenti effetti di Savini dilagano soprattutto nella prima e nell’ultima mezz’ora. Esiste una versione da 140 minuti, mai proiettata nelle sale. Rifatto nel 2004. Seguito da Il giorno degli zombi.

Zachariah

Audace “rock-western” che alterna momenti di commedia morale ad altri di satira pungente. Co-sceneggiato da alcuni membri del “Firesign Theater”. Certamente originale, ma quanto possa piacere è solo questione di gusti.

Zattere, pupe, porcelloni e gommoni

Sciocca commedia — sebbene non sia certo la peggiore nella sua categoria — che vede quattro sfigati (interpretati dai veterani di Porky’s e Animal House) battersi con gli spregevoli figli di papà e i favoritissimi cadetti per vincere una gara di gommoni. Abbondanza di ragazze poco vestite e di scene grottesche di puro divertimento.

Zeus e Roxanne — Amici per la pinna

Film per bambini che mette in parallelo gli alti e i bassi di una relazione tra due adulti con il rapporto tra i rispettivi animali, un cane e un delfino (avete letto bene). Le splendide location delle Bahamas e l’eccezionale lavoro sui protagonisti non umani sollevano un po’ il risultato rispetto alla poco ispirata sceneggiatura.

Zõelary

Praga: durante la seconda guerra mondiale, un giovane studente di medicina in fuga dalla Gestapo si nasconde in un villaggio di provincia e accetta controvoglia di sposare la sua protettrice, una gentile signora più anziana. Mentre trascorrono il tempo insieme, molto viene rivelato sulla natura del Bene e del Male. Ci sono dei momenti morti, ma il film si fa più avvincente man mano che la relazione si approfondisce; lo spunto migliore è il contrasto tra l’idilliaca bellezza della campagna e la costante minaccia della violenza e della cattura.

Zanna gialla

In assenza del padre, l’adolescente Trevis manda avanti la fattoria assieme alla madre e al fratellino Erlys. Quest’ultimo, minacciato da un orso feroce, viene salvato dall’intervento di un cane randagio, Zanna Gialla, che diventa il compagno inseparabile dei due ragazzi. Una buona pellicola per ragazzi prodotta dalla Disney. Nel 1963, il giovane Tommy Kirk tornerà in un seguito di questo film intitolato
Sam il selvaggio
.
(andrea tagliacozzo)

Zingari del mare, Gli

Godibile avventura per famiglie, con Logan che naviga per il mondo insieme alle figlie, alla giornalista Jamison-Olsen e al clandestino Patterson: dovranno imparare a sopravvivere dopo aver fatto naufragio in Alaska. Belle le riprese in esterni.

Zoccoletti olandesi

Questa classica fiaba per ragazzi ambientata nella Svizzera del XIX secolo è il veicolo ideale per la Temple, qui nei panni di una bimba strappata al nonno (Hersholt) e trasferita nella casa della bieca Nash. Per i più piccini, le lacrime sono garantite. Esiste anche una versione colorizzata al computer.

Zanna Gialla

Il primo film della Disney su un ragazzino e il suo cane, tratto dal popolare romanzo di Fred Gipson, è ancora uno dei migliori. Ricostruzione ricca d’atmosfera della vita nelle fattorie nel Texas del 1869, dove Kirk si affeziona al suo cane da caccia giallo. Con un sequel: Sam il selvaggio.

Zio in vacanza, Lo — Tutto s’accomoda

Affascinante commedia incentrata su un uomo d’affari che incontra casualmente i figli di un suo vecchio acerrimo nemico e decide di modificare i loro metodi scialacquatori, anche a costo di competere contro la propria stessa azienda. Un remake decisamente migliore del film muto $20 A Week (1924), sempre con Arliss. Rifatto nuovamente nel 1936 con il titolo Everybody’s Old Man, con Irvin S. Cobb.

Zoo di vetro

Adattamento rispettabile e di buona fattura dell’ormai leggendaria pièce di Tennessee Williams. La Woodward è una fantastica Amanda Wigfield, e Malkovich è superbo nei panni di Tom. Prima di girare il film, la Woodward, la Allen e Naughton erano già apparsi in due allestimenti teatrali regionali del testo.

Zero in condotta

Le peripezie in una scuola francese dove le autorità cercano di imporre la disciplina agli studenti, senza però riuscirci. I ragazzini sono tutti meravigliosamente spontanei: uno dei migliori film sui bambini girato con i bambini. È stato fonte d’ispirazione per Se… (1968) di Lindsay Anderson. Scritto da Vigo.

Zelig

Ambientata negli anni Trenta, la curiosa vicenda di Leonard Zelig, un piccolo e timido ometto ebreo che, volendo farsi accettare dal prossimo, diventa un incredibile camaleonte umano: obeso con gli obesi, negro con i negri, francese con i francesi, intellettuale con gli intellettuali. Realizzato con la tecnica del documentario, il film ricostruisce in modo perfetto e raffinato un’intera epoca. Così perfetto da risultare quasi impossibile distinguere il materiale di archivio da quello girato da Allen. Divertente, ma non solo. Nel suo genere, un capolavoro. (andrea tagliacozzo)

Zoolander

Una commedia intelligente: un vacuo modello (Stiller) indaga il significato della vita, mentre un malvagio designer (Ferrell) cerca di fargli il lavaggio del cervello per assecondare i malefici piani di un marchio internazionale di moda. Le gag divertenti, le idee satiriche, un’ottima produzione e i cammei di alcune celebrità (fra gli altri, Cuba Gooding jr., Winona Ryder e David Bowie) rendono il tutto divertente per un po’, ma non possono sostenere un intero film. Stiller ha collaborato alla sceneggiatura, basandosi su una scenetta che aveva eseguito durante una premiazione. Nel cast compaiono anche il padre Jerry, la madre Anne Meara, la sorella Amy e la moglie (Taylor). Super 35.

Zulu Dawn

Prequel di Zulu del 1964 (alla cui sceneggiatura ha collaborato il regista del precedente episodio, Cy Endfield), che mostra un comando inglese ostinato e incapace di trattare con la nazione Zulu, prima sul piano diplomatico e poi in battaglia. Un solido dramma bellico d’epoca, con splendide location (il cui effetto risulta sminuito sul piccolo schermo), sebbene non contenga nulla di nuovo. Uscito nelle sale americane in una versione da 98 minuti. Panavision.

Zeder

Un aspirante romanziere scopre gli appunti di uno scienziato reietto riguardanti i terreni K, in grado di resuscitare i defunti che vi si seppelliscono. Indaga insieme alla moglie e scopre l’orribile verità. Un horror romagnolo, dalla medesima ispirazione di La casa dalle finestre che ridono, molto teso e intrigante, che in qualche modo anticipa il concept di Pet Sematary (il romanzo di Stephen King, poi divenuto film). Da vedere.

Zampe di gatto

Lloyd è il figlio di un missionario cresciuto in Cina: quando arriva negli Usa, viene ingenuamente raggirato e partecipa alle elezioni comunali dietro consiglio di politici corrotti che lo considerano un perfetto capro espiatorio. Una vecchia commedia nello stile di Capra che termina in maniera bizzarra, con Lloyd che prende la legge nelle sue mani. Una vera curiosità. Rimontato per la tv.

Zani

Stravagante e splendida storia d’amore ambientata nel famoso zoo della capitale ungherese, dove Raymond — che ha trascorso lì tutta la sua vita — si innamora della fuggitiva Young, nascosta all’interno del giardino. Originale e circondato da un’aura di romanticismo; bella la fotografia di Lee Garmes.

Zombie Island Massacre

La Jenrette — già moglie di un membro del Congresso nonché modella per “Playboy” — ha tre gratuite scene di nudo nei primi venti minuti, ma poi tutto va a ramengo quando l’azione si sposta sulla stupida isola. Un film da due soldi, in cui i cadaveri non smettono mai di camminare. Nei titoli di testa, la Jenrette canticchia la canzone Di Reggae Picnic.

Zack & Miri Amore a… primo sesso!

Zack e Miri, amici sin dai tempi della scuola, condividono un appartamento, economicamente i tempi sono duri per entrambi e, come oggi accade a molti loro coetanei, si trovano sepolti da una montagna di debiti. Quando si trovano perfino senza luce ed acqua gli si accende l’idea di realizzare, con l’aiuto di alcuni amici e allo scopo di mettere su un po’ di soldi, un film porno artigianale. Con grande entusiasmo iniziano le varie fasi di preparazione del film, compresi gli improbabili casting a surreali protagonisti. I due giurano che fare sesso insieme non rovinerà la loro amicizia, ma quando le riprese hanno inizio, quello che era partito come un accordo di affari tra due amici si trasforma in qualcosa di decisamente diverso e inaspettato.