Uomini d’argento

Divertente commedia adatta più alla tv che agli schermi del cinema; buono il cast in questa storia di imbrogli ad alto livello nel mercato mondiale dell’argento. Peter Stone ha adattato il romanzo di Paul Erdman. Girato in Svizzera e in Marocco.

Uomo dal vestito grigio, L’

Un tipico borghese americano rassegnato alla routine quotidiana segue il consiglio della moglie e si licenzia, trovando una nuova occupazione presso una stazione radio-televisiva che gli offre una maggiore possibilità di carriera. Buona l’interpretazione di Gregory Peck, incarnazione perfetta dell’uomo medio, ma Fredric March e Lee J. Cobb riescono a fare addirittura di meglio in questo film ben riuscito, ben scritto e altrettanto ben diretto.

Ucciderò un uomo

Straordinario racconto di un uomo deciso a trovare il pirata della strada che ha ucciso suo figlio, e tutto quello che segue. Forse il migliore tra i tanti sottili film drammatici di Chabrol; Yanne e la Cellier sono indimenticabili, stupenda la fotografia.

U-571

Nell’arco di soli tre film (ma Il mistero di
Black Angel
continua sostanzialmente a essere invisibile…), Jonathan Mostow si è imposto come uno dei registi statunitensi più interessanti degli ultimi anni. Rivelato tardivamente dal superbo
Breakdown-La trappola
, conferma con questo tesissimo e magistralmente compatto
U-571
una forza e abilità di messinscena che da sole sembrano rilegittimare le speranze di rinascita del cinema Usa. Intorno alla missione di recupero del codice Enigma utilizzato dai sommergibilisti tedeschi, Mostow mette ancora una volta in campo le sue ossessioni primarie. Come in
Breakdown-La trappola
, completamente fondato su uno spazio vuoto nel quale si aggirava un inquietante Tir «assassino», anche
U-571
ruota intorno al cortocircuito di spazi e dimensioni. Nel mare aperto, un pugno di marinai americani deve scoprire il funzionamento di un corpo alieno (l’U-Boot nazista) proprio come Kurt Russell doveva imparare a leggere i segni di un mondo ostile in
Breakdown
. Questione di codici, quindi, di linguaggio. Ed è a partire da questo snodo drammatico che Mostow dà forma e corpo a un conflitto innervato nelle articolazioni di una dialettica visiva che lavora con formidabili intuizioni plastiche, volumi, spazi e primissimi piani. Tutta la tensione del film è il risultato di una adesione intima al luogo-narrazione (il sommergibile) e della necessità di comprenderne il funzionamento. Mostow, inevitabilmente, si ricorda di Hawks (il lavoro di squadra), a tratti sembra un Milius conciliato (lo straordinario e umanissimo «Chief» di Harvey Keitel) ma soprattutto non infierisce sui corpi, non indugia sulla violenza (come lo sciocco Spielberg del
Soldato Ryan
). La guerra è orribile in sé e la pietà con la quale Mostow ritrae lo sguardo di fronte alle ferite della carne lo conferma senza retorica alcuna. Cinema asciutto, essenziale eppure tesissimo ed entusiasmante. Cinema che, inevitabilmente, rischia di andare incontro alle ingenerose bordate di fischi dei guardiani del politicamente corretto.
(giona a. nazzaro)

Uomo dell’Est, L’

Il momento culminante della sparatoria ravviva questo western in cui dei fuorilegge tengono sotto schiavitù un gruppo di persone presso una stazione della diligenza. Sceneggiatura di Dudley Nichols. Remake del film di gangster Sterminateli senza pietà (1935). Rititolato Desperate Siege.

Un fantasma per amico

Jack Moony, rude agente di polizia, è vittima di un infarto. In ospedale, i medici gli sostituiscono il cuore malato con quello di un uomo appena deceduto in un incidente stradale. Il caso vuole che il defunto sia Napoleon Stone, un poco onesto afroamericano che il poliziotto ha sempre avuto come il fumo negli occhi. Rimessosi dall’intervento, Jack si ritrova costantemente tra i piedi il fantasma di Napoleon. Una divertente commediola, anche se con ben poco di originale. Gli affiatati Bob Hoskins e Denzel Washington riescono comunque a salvare la pellicola dalla mediocrità.
(andrea tagliacozzo)

Un piede nell’inferno

Western ambizioso nelle intenzioni, ma tutto sommato di modesta fattura. Addolorato dalla perdita della moglie, un uomo s’incattivisce e, usurpando con l’assassinio la carica di sceriffo, compie una numerosa serie di misfatti e di vendette personali. Tra gli sceneggiatori figura il nome di Aaron Spelling, in seguito produttore di numerosi serial di successo come
Love Boat, Charlie’s Angels
e
Dynasty
.
(andrea tagliacozzo)

Un angelo da quattro soldi

Il lestofante Terry Dean (Paul Hogan) salva un ragazzo da un incidente stradale, ma ci rimette la vita. L’uomo si vede rifiutare l’ingresso in Paradiso dall’Onnipotente in persona (Charlton Heston) che, però, decide di concedergli una seconda possibilità. Terry torna così sulla Terra nelle inedite vesti di angelo. Il film, scritto dallo stesso Hogan, è goffo e poco divertente. Nemmeno la simpatia dell’attore riesce a risollevarne le sorti.
(andrea tagliacozzo)

Un marziano sulla terra

Kreton, simpatico ma strambo marziano, scende sulla Terra a bordo di un disco volante. Ospitato da un giornalista della televisione che ha sempre negato l’esistenza dei marziani, l’extraterrestre s’innamora della giovane figlia di questi, già fidanzata a un poderoso energumeno. Prevedibile commediola che funziona solo a tratti grazie alla verve di Jerry Lewis. La sceneggiatura porta la firma dello scrittore americano Gore Vidal.
(andrea tagliacozzo)

Una domenica d’agosto

La gente di Roma, in un’assolata e afosa domenica d’estate, si divide tra quei pochi che restano in città e quelli, invece, che decidono di trascorrere la giornata al Lido di Ostia. Le storie di alcuni di questi s’intrecciano in un alternarsi di episodi ora comici, ora drammatici. Una gradevolissima commedia di costume, classico esempio di «neorealismo rosa». Un giovane Mastroianni, in uno dei suoi primi film, è curiosamente doppiato da Alberto Sordi.
(andrea tagliacozzo)

Un Weekend da leoni (Una gita da sballo)

Tre studenti partono dalla California per recarsi in Messico, dove sperano di vivere una vacanza densa di emozioni. A interessare il terzetto sono soprattutto le ragazze, ma le cose purtoppo non vanno come previsto. Commediola senza troppe pretese, impreziosita dalla presenza di Cruise in una delle sue prime apparizioni. Esordio alla regia di Hanson.

Ultima alba, L’

Willis, stoico tenente della Marina statunitense, e la sua pattuglia hanno la missione di liberare una dottoressa da un villaggio nigeriano, ma lei apre gli occhi sul terrorismo a coloro che attorno a lei ne sono vittima. Alla fine, Willis deve decidere se aiutarla. Film d’azione ben diretto, che consegna il messaggio secondo cui fare la cosa giusta non è una scelta di tipo politico, bensì umanista. Spesso indebolito da dialoghi imbarazzanti, nonché da una Bellucci molto sexy ma qui fuori ruolo. La versione “estesa” dura 146 minuti. Panavision.

Uomini – Il mio corpo ti appartiene

John, DeForest Kelley. Brando eccelle nel suo film di debutto, nel ruolo di un veterano che si adatta alla vita in carrozzella dopo esser stato ferito in guerra. La recitazione contenuta è la più efficace. Soggetto e sceneggiatura di Carl Foreman, nominata per l’Oscar. Rititolato Battle Stripe. 

Uomo terminale, L’

Sikking, Ian Wolfe, Steve Kanaly, Lee DeBroux. Freddo ma avvincente thriller: Segal, esperto di informatica, rimane gradualmente schiavo dei circuiti installati nel suo cervello, che lo rendono violento. Ben recitato; tratto da un romanzo di Michael Crichton.

Uno sceriffo extraterrestre, poco extra e molto terrestre

Un bambino extraterrestre, proveniente dalla costellazione di Vega, capita casualmente sulla Terra. Un simpatico e corpulento sceriffo decide di accoglierlo con sé, anche se stenta a credere che il piccolo sia davvero un alieno. Non si discosta molto dai precedenti lavori interpretati da Bud Spencer: un prodotto medio, prevedibile, ma tutto sommato divertente. All’epoca, il piccolo Cary Guffey era già noto al grande pubblico per essere apparso in
Incontri ravvicinati del terzo tipo
.
(andrea tagliacozzo)

Un sogno lungo un giorno

A Las Vegas, durante la notte del 4 luglio (giorno dell’indipendenza americana), uno sfasciacarrozze e un’impiegata di un’agenzia, che vivono insieme da quattro anni, si tradiscono a vicenda con due partner occasionali. Un film ambizioso e quasi sperimentale, realizzato interamente con tecniche all’avanguardia che fecero lievitare fino all’inverosimile i costi di produzione. Il suo insuccesso – in parte prevedibile – portò al fallimento la Zoetrope, la casa di produzione del regista. Regia virtuosistica, ma a volte un po’ fine a se stessa. Eccellenti la fotografia di Vittorio Storaro e le canzoni di Tom Waits. (andrea tagliacozzo)

Uno sconosciuto alla porta

A San Francisco, i giovani conviventi Patty e Drake affittano uno degli appartamenti della loro nuova casa a un individuo dall’aria misteriosa, Carter Hayes. L’uomo, uno psicopatico, si diverte a rendere la vita dei due un vero inferno. Ogni tentativo da parte della coppia di cacciarlo fallisce miseramente. Thriller non originalissimo, ma condotto con grande mestiere dal veterano John Schlesinger. Efficace Michael Keaton nel ruolo del “cattivo”, anche se a volte si ha quasi l’impressione che stia facendo il verso a Jack Nicholson. Tra gli interpreti compare, non accreditata, Beverly D’Angelo.
(andrea tagliacozzo)

Uomo senza volto, L’

Dramma colto e coinvolgente che esplora l’evoluzione del rapporto fra un dodicenne (Stahl), intento a ottenere l’ammissione all’accademia militare, e un ex insegnante solitario e con il volto deturpato (Gibson), che diventa il suo mentore. Nonostante qualche caduta drammatica, il debutto alla regia di Gibson è più che dignitoso: lui e Stahl recitano in maniera eccellente. Da un romanzo di Isabelle Holland.

Uomini al passo

Esordio dietro alla macchina da presa di Martin Sheen. Nel 1965, il giovane disertore Franlin Bean viene inviato in un campo di prigionia militare in Germania. Il rapporto con i compagni, tutti afroamericani, è tutt’altro che idilliaco. La reclusione è resa ancora più difficile dalla severità del superiore, il sergente McKinney. Un’opera prima senza macchia e senza lode. La trama è un po’ scontata, mentre i personaggi avrebbero meritato un maggiore approfondimento psicologico.
(andrea tagliacozzo)

Uomo che cadde sulla Terra, L’

Il personaggio del titolo apparentemente dirige una multinazionale, ma in realtà si trova sulla Terra per trovare acqua per il suo pianeta. Questo adattamento molto originale e magnificamente fotografato del classico romanzo di fantascienza di Walter Tevis è incantevole per i primi due terzi ma va calando verso la fine. Rimane comunque fra i migliori film del genere. Originariamente distribuito in Usa con una durata di 118 minuti. Rifatto per la tv nel 1987. Panavision.

Una spia per caso

Negli anni Cinquanta l’insegnante di lettere McGrath, che dopo il lavoro al liceo svolge anche la professione di istruttore di guida, dichiara alla moglie assetata di prestigio sociale di lavorare per la Cia. Le vicende si susseguono e lui viene effettivamente reclutato dalla Cia, per ritrovarsi paracadutato nella Baia dei Porci a tentare di uccidere Castro. Troppo intelligente per i lobotomizzati dei multiplex, ma allo stesso tempo troppo stupido per cervelli più fini; affabilità e ottime prestazioni sportive sono tutto ciò che questo film ha da offrire. Woody Allen (che ha scritto Pallottole su Broadway con McGrath) appare non accreditato.

Uomo da marciapiede, Un

Emozionante trasposizione del romanzo vietato ai minori (come la pellicola) di Leo Herlihy che apporta delle novità in un storia essenzialmente vecchio stile. Voight arriva a New York per diventare un gigolo e instaura un profondo legame d’amicizia con il malato Rico (Hoffman). Una New York degradata fa da sfondo a questa cruda e realistica storia di emarginazione. Oscar per il miglior film, la regia e la sceneggiatura di Waldo Salt.

Uomini duri

Eccentrico ma secco film d’azione, con Ventura, prete d’acciaio, e Hayes, ex poliziotto, insieme per sventare una rapina milionaria a una banca. Hayes, che ha anche composto la musica, è piacevolmente trattenuto come attore.

Ultimo avventuriero, L’

Mattone di tre ore, una sfida per il fegato di qualunque spettatore: un adattamento del best-seller di Harold Robbins, ambientato in una immaginaria repubblica sudamericana in cui scoppia la rivoluzione ogni due minuti. Un pasticcio incredibile, che riesce a sprecare un cast piuttosto interessante. Panavision.

Una donna molto speciale

Ottimo banco di prova per la Rowlands nei panni di una vedova, i cui figli sono già grandi, che corre in soccorso di una giovane e stramba vicina di casa e del figlio di cui si prende cura; presto i due sviluppano un forte legame basato sul reciproco bisogno che hanno l’uno dell’altra. Piacevole film alla cui scrittura ha partecipato il regista Nick Cassavetes (figlio di Gena Rowlands e John Cassavetes). Depardieu (anche co-produttore), recita l’unica parte a lui assicurata.

Uomo dai sette capestri, L’

Saga western ironica e con tocchi surreali. Newman fa la parte dell’autoproclamatosi “giudice” che detta legge su un territorio selvaggio, imbattendosi in diversi personaggi coloriti mentre la città cresce e matura. Simpatici cammei di Keach, Huston, McDowall e della Gardner, nella parte di Lillie Langtry. Scritto da John Milius.

Una notte al museo

Larry Daley è un sognatore perennemente in bolletta che non si rassegna a un’esistenza ordinaria: ha inventato lo
snapper
(un aggeggio per accendere e spegnere elettrodomestici o quant’altro con lo schiocco delle dita) che però è stato surclassato dal
clapper,
e così tutte le sue invenzioni sembrano destinate al fallimento. Comunque non si perde d’animo, forte della convinzione di essere destinato a qualcosa di straordinario. Purtroppo l’unico lavoro che riesce a rimediare è quello di guardiano notturno al Museo di Storia Naturale di New York, impiego che accetta unicamente per non dover rinunciare al figlio Nick. Durante la sua prima notte di lavoro, però, succede qualcosa di incredibile: gli animali impagliati, le statue, lo scheletro del T-Rex prendono vita e…

La recensione

La pellicola è una giostra di emozioni e sorprese, supportate dagli straordinari effetti speciali creati dalla Rhythm & Hues, che di recente ha curato anche

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U.H.F. — I videoidioti

Il debutto cinematografico del produttore di video musicali in versione parodica vede Yankovic nei panni del direttore di una piccola emittente televisiva che sbaraglia la concorrenza grazie alle sue idee bislacche. La storiella è stantia, ma alcune prese in giro di pubblicità, film e show televisivi sono divertenti. Yankovic è anche sceneggiatore insieme a Levey.

Uomo delle stelle, L’

Dopo Nuovo Cinema Paradiso, Tornatore offre l’altro lato della medaglia in questo film su un sedicente talent-scout che gira la Sicilia vendendo provini e il sogno impossibile di una carriera nel cinema agli ingenui abitanti, che finiscono vittime del suo mercanteggiare. Forse era difficile rimanere all’altezza di Paradiso, ma questo non ci si avvicina neanche. Tornatore è anche co-sceneggiatore, da un suo soggetto. Panavision.

Urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente, L’

Un ragazzo di provincia (Lee) visita dei parenti che gestiscono un ristorante cinese in Italia e li aiuta a combattere dei gangster che cercano di prenderne il controllo. Molte belle sequenze comiche e d’azione, incluso uno scontro finale con Chuck Norris nel Colosseo. Questo film è stato realizzato prima (ma è uscito dopo) rispetto a I tre dell’operazione Drago, che è stato l’ultimo film completo di Lee. Noto anche come Way of the Dragon negli Stati Uniti. Widescreen.

Una notte al museo 2: la fuga

A causa dei lavori per la manutenzione, Larry Daley, il custode del New York Museum of Natural History, e tutti i reperti custoditi nello stesso, sono costretti a trasferirsi allo Smithsonian Institute, il museo più grande del mondo. Lì nuovi oggetti e personaggi prenderanno vita durante la notte…

Un ragazzo e una ragazza

Anna, napoletana, studia all’università di Milano. Calogero, studente di psicologia e cameriere per necessità, le fa una corte pressante, alla quale la giovane non sa resistere. I due decidono di andare a vivere insieme, ma quando lei, rimasta incinta, vuole abortire, il loro rapporto si sfalda. Classica commedia alla Vanzina: Enrico e Carlo sono infatti gli autori del soggetto. Marco Risi, che aveva già diretto Jerry Calà nel suo lavoro d’esordio
Vado a vivere da solo
, si adegua come può.
(andrea tagliacozzo)

Ussaro sul tetto, L’

Smagliante ma superficiale racconto, ambientato nel 1832, sull’ufficiale della cavalleria italiana Martinez che — affiliato a una rete segreta che opera in tutto il Sud della Francia — si prodiga per cacciare gli invasori austriaci dall’Italia. Nel frattempo, un’epidemia di colera sta devastando la campagna francese. La Binoche è una nobildonna che diventa la compagna di viaggio del cavaliere. Le squisite location provenzali danno un ottimo contributo a questa saga avventurosa basata sull’omonimo romanzo di Jean Giono del 1951, un classico della letteratura transalpina. Depardieu ha un cammeo divertente nei panni di un sovrintendente di polizia non proprio ortodosso. Technovision.

Ultimo dei Mohicani, L’

Pittoresca versione del classico romanzo di James Fenimore Cooper, che vede il malvagio Magua (Beery, ottimo nella parte) contro Hawkeye, Uncas, Chingachgook e gli altri personaggi della storia. Film muto di prima categoria. Da notare Boris Karloff nella particina di un indiano. Brown subentrò alla regia quando Tourneur si ferì durante la lavorazione.

Un amore su misura

Una donna perfetta: alta, bionda, con un fisico statuario, magari anche intelligente e accondiscendente, mai gelosa ma sempre comprensiva, pronta a fare della felicità del proprio compagno l’unico scopo della sua vita. Almeno una volta questo è stato il sogno di tutti uomini. Certo non è facile trovare donne del genere e allora perché non farsene una
su misura?

L’ingegner Corrado Olmi, dopo quindici anni di vita coniugale senza scosse, senza sorprese e senza forti emozioni viene lasciato dalla moglie Carla e non riesce a darsi pace. Un luogo di conforto è il ristorante degli amici di una vita, Erminio e Giudy, una coppia gay caratterizzata da alti e bassi. Una sera Corrado viene avvicinato da un distinto signore tedesco, Schwarzkopf, incaricato dalla multinazionale giapponese Yono-Cho di trovare un uomo solo, adatto a testare la sua ultima invenzione: tramite un complesso processo di raffinazione del petrolio è stato scoperta una molecola che rende possibile la creazione di esseri umani che, sebbene artificiali, hanno la straordinaria possibilità di poter essere plasmati a seconda delle esigenze di ognuno.

La recensione

A più di dieci anni dall’ultima apparizione sul grande schermo in
Papà dice messa,
Renato Pozzetto interpreta e dirige
Un amore su misura.
Un film quasi a gestione familiare: il comico è anch

Ultimo valzer, L’

John, Ronnie Hawkins, Ringo Starr, Ron Wood. Splendido documentario sull’ultimo concerto di The Band nel giorno del Ringraziamento del 1976, girato dal miglior talento hollywoodiano dell’epoca. Un paio di numeri in studio con The Staples ed Emmylou Harris sono grandiosi sia da guardare che da ascoltare, ma tutto il film è di ottimo livello.

Uno di più all’inferno

Western all’italiana con intenti parodistici. Johnny, figlio adottivo di un pastore protestante, viene arrestato in seguito a una delle sue numerose tresche amorose. In cella, il giovane stringe amicizia con un simpatico bandito che, condannato alla forca, quella stessa notte progetta di fuggire con l’aiuto della sua banda.
(andrea tagliacozzo)

Ultimo metrò, L’

Una bella attrice combatte per mantenere attivo il teatro del marito, “esiliato” durante l’occupazione tedesca di Parigi. Un film affascinante e ricco di stile ma privo di un’idea forte, problema sottolineato dall’improvviso e interrogativo finale. Il maggior motivo d’interesse rimane l’eleganza della Deneuve.

Una ragazza sfrenata

Storia prevedibile di come una ragazza ricca, viziata e dal caratterino difficile, la Silverstone, cerchi di attirare l’attenzione del padre negligente fingendo il suo rapimento. La protagonista fuma, beve e piagnucola in questa faticosa “commedia” in cui tutti quelli coinvolti nel piano sembrano non avere alcuna idea di quello che sta succedendo.

Up the Creek

Ampia parodia navale à la Mister Roberts che fa leva più sulla comicità grossolana che sui motti arguti. Il meglio è Hyde-White nei panni di un ammiraglio perennemente colto da perplessità. Precedentemente girato col titolo di Oh, Mr Porter. Hammerscope.