4 mesi, 3 settimane e 2 giorni

Ambientato poco prima della caduta del regime di Ceausescu, il film racconta la storia di due studentesse universitarie, Otilia e Gabjta.
Gabjta, con l’assistenza dell’amica, ha deciso di interrompere la gravidanza grazie anche all’intervento di un medico che però rischia l’arresto, essendo l’aborto un reato.

…e l’uomo creò Satana

Avvincente adattamento dell’opera teatrale di Jerome Lawrence e Robert E. Lee basata sul noto “Monkey Trial” del 1925, quando Clarence Darrow difendeva e William Jennings Bryan accusava un docente arrestato perché insegnava la teoria evoluzionistica di Darwin. I nomi sono cambiati (il personaggio di Kelly è basato sull'”uomo dalla lingua avvelenata” H.L. Mencken), ma la questione è reale e tuttora rilevante. Una recitazione che è un tour de force, con il solido pilastro Morgan nel ruolo del giudice, Reid come avvocato e la Eldridge nei panni della moglie devota di March; l’unico a non convincere è Kelly, in una parte per lui insolita. Sceneggiatura di Nathan E. Douglas (Nedrick Young) e Harold Jacob Smith. Rifatto per la tv nel 1988 (con Kirk Douglas e Jason Robards) e nel 1999 (con Jack Lemmon e George C. Scott).

52 gioca o muori

Un uomo d’affari che si è fatto da sé viene preso in una rete di ricatti e delitti, e decide di liberarsene da solo. La sceneggiatura di Elmore Leonard (da un suo romanzo) è buona, ma i personaggi principali sono freddi e il film sguazza troppo a lungo nello squallido mondo voyeuristico dei cattivi. Se fosse stato più breve, l’esito sarebbe stato migliore. Lo stesso romanzo era stato adattato due anni prima con il titolo I guerrieri del vento.

007 — Zona pericolo

L’agente 007 arriva a Bratislava per proteggere la fuga di un generale sovietico che ha deciso di disertare dal Kgb. Dopo aver impedito che l’ufficiale venga assassinato da una violoncellista cecoslovacca, Bond riesce a tornare in Inghilterra assieme alla ragazza, della quale si servirà nel prosieguo dell’operazione. Tipico prodotto della serie, con molta azione, bei paesaggi, ma niente di originale. Debutto di Timothy Dalton nel ruolo di Bond.

1964, allarme a New York: arrivano i Beatles

Prodotto da Steven Spielberg, il film è una brillante e accurata ricostruzione della bagarre che si scatenò intorno alla partecipazione dei Beatles all’Ed Sullivan Show. Nel 1964, i Fab Four approdano per la prima volta in America. Dalla provincia arrivano a New York alcuni teen-ager decisi a tutto pur di assistere all’esibizione televisiva dei quattro di Liverpool e di incontrare i loro idoli. Robert Zemeckis, al suo esordio dietro alla macchina da presa, riesce a dare al film un ritmo indiavolato, passando da una gag all’altra senza soluzione di continuità. Dal punto di vista tecnico, particolarmente riuscita le sequenza del concerto, in cui le immagini dei veri Beatles che s’intravedono dai monitor e dalle telecamere s’integrano alla perfezione con le controfigure che invece si agitano sul palco. (andrea tagliacozzo)

50 volte il primo bacio

Veterinario domiciliato alle Hawaii, Henry Roth si prende cura delle giovani donne in vacanza nell’isola con la stessa dedizione con cui guarisce gli animali ammalati. La sua vita da playboy subisce un drastico cambiamento nel giorno in cui incontra Lucy, una deliziosa ragazza sofferente di frequenti vuoti di memoria. I due si innamorano ma ogni singolo giorno lui è costretto a riconquistarla, giacché lei, a causa dei vuoti di memoria, non ricorda di averlo mai incontrato.

Due attori giovani, carini e più che mai sulla cresta dell’onda (Adam Sandler e soprattutto Drew Barrymore), un regista che ha già dimostrato di sapersela cavare con la commedia (Peter Segal, il cui esordio con
Una pallottola spuntata 33 1/3
non fece rimpiangere troppo il maestro David Zucker) e una storia che fa il verso a un classico degli anni Novanta come
Ricomincio da capo
di Harold Ramis. Dalla miscela di questi ingredienti di base è uscito un film leggero e divertente, che gioca con i vuoti di memoria della protagonista per ricreare ad ogni scena la magia del primo appuntamento. Una pellicola potenzialmente in grado di accontentare tutti: gli amanti della commedia americana che rifugge le sguaiataggini, gli inguaribili romantici che al cinema vogliono una storia d’amore che li faccia sognare e persino gli appassionati di musica, grazie alla divertente

colonna sonora,
composta da classici del pop-rock anni Ottanta riletti da band attualmente in attività.
(maurizio zoja)

007 — Vendetta privata

Franz Sanchez, boss della droga, uccide in un agguato la moglie di Felix, un agente della Cia fraterno amico di James Bond. L’agente 007 decide di vendicare il collega. Durante la missione, trova un aiuto prezioso nella giovane Lupe Lamora, l’amante di Sanchez. Sedicesimo film della serie, il secondo con Timothy Dalton, piuttosto incolore nel ruolo dell’agente segreto più famoso del mondo. La pellicola, comunque, è divertente e ricca d’azione.

15 agosto – Non sarà una vacanza per tutti

Tre amici vengono abbandonati dalle loro rispettive consorti a pochi giorni da Ferragosto. Max è un ginecologo con l’amante. Vincent è un eterno bambino e Raoul è un uomo che non trova il coraggio di concepire dei figli. Tutti e tre si ritrovano nella casa che avevano affittato per trascorrere le vacanze al mare, soli con i figli e un cane. Mille domande gli arrovellano il cervello: dove sono le loro mogli, perché se ne sono andate, sono sole o in compagnia. Avranno tutto il tempo per pensarci districandosi tra lavatrici, spese al supermercato, giornate al mare. C’è però un indizio nella casa. Nelle stanze abbandonate dalle loro donne c’è un libro, Le couple en question, di Louise Abel, studiosa dei problemi di coppia. Cominciano a divorare il libro e frequentano persino una sua conferenza. Intanto sperano sempre in un ritorno…
Tre uomini e una culla si sono sposati, hanno messo su famiglia, si sono fatti l’amante. Ma i loro guai con l’altra metà del cielo si sono moltiplicati. Questo film della provincia francese è una commedia intimista, dolce, spassosa e che merita di essere vista. Scritto da Lisa Azuelos, e diretto da Patrick Alessandrin, che nella vita sono marito e moglie, parla della coppia attraverso l’assenza. Le mogli non compaiono mai. Non si vedono mai i loro volti. Compare forse il loro io, attraverso Louise Abel e il suo libro. Tutto quello che accade, compreso il libro, è letto dal punto di vista dei mariti. Tre bravi caratteristi, Richard Berry, Charles Berling e Jean-Pierre Darroussin, ci mostrano la fragilità degli uomini senza la compagna di tutti i giorni. Le loro debolezze nel fare un bucato o nello scoprirsi gelosi. A metà tra un film che vuole rivendicare i diritti delle donne di oggi e un film che si diverte a guardare gli uomini che cercano di cavarsela da soli. Il segreto di 15 agosto è l’ironia ma soprattutto l’autoironia. Le scene esilaranti della pellicola, e molto fa in questa direzione la bravura degli attori, ci insegnano a ridere e a non prendere troppo sul serio le indagini psicanalitiche di pseudo scrittrici o scrittori. Vince l’amicizia, una sorta di cameratismo, l’arte di arrangiarsi. Bene usata anche la musica. (francesco marchetti)

21

Ben Campbell (Jim Sturgess) è un timido e brillante studente del M.I.T. che, dovendo pagarsi la retta scolastica, trova la soluzione nelle carte. Infatti, viene reclutato per far parte del gruppo dei migliori studenti della scuola che si recano a Las Vegas ogni fine settimana, armati di false identità e delle doti necessarie per capovolgere le probabilità del blackjack a loro favore. Con in testa un professore di matematica poco ortodosso, il genio delle statistiche Micky Rosa (Kevin Spacey), craccano il codice. Contando le carte e impiegando un intricato sistema di segnali, la squadra riesce a sconfiggere nettamente i casinò. Sedotto dai soldi, dallo stile di vita di Las Vegas e dalla sua intelligente e sexy compagna di giochi, Jill Taylor (Kate Bosworth), Ben inizia a superare i limiti. Anche se contare le carte non è illegale, gli ostacoli sono molti e la sfida diventa non solo ricordare correttamente i numeri, ma anche fare attenzione al responsabile dell’organizzazione dei casinò: Cole Williams (Laurence Fishburne).

1999: Conquista della Terra

Il quarto lungometraggio della saga iniziata con Il pianeta delle scimmie narra di come le scimmie si siano ribellate e abbiano sconfitto l’uomo. Interpretato in maniera approssimativa e spesso banale, ma sempre interessante. Seguito da Anno 2060 — Ultimo atto. Todd-AO 35.

6 gradi di separazione

Elegante e aperto adattamento di John Gaure del suo successo teatrale su un affascinante imbroglione che convince dei ricchi creduloni di New York di essere il figlio di Sidney Poitiers. Un film molto ben recitato che scorre senza intoppi nei primi due atti, prima che la satira lasci il posto a una tragedia esagerata. La caratteristica migliore del film sono le ampie inquadrature che Schepisi fa dell’ambientazione newyorkese, sia in interni che in esterni. Basato su una storia vera. Molti personaggi dell’alta società di New York appaiono in cammei. Super 35.

9 settimane e ø

Saga di un’ossessiva relazione sessuale: poco convincente e poco erotica, per non dire degradante. Promette fuochi d’artificio, ma tutto ciò che riesce a dare è una grossa presa in giro (una parte del materiale scabroso stato tagliato prima dell’uscita nelle sale). La versione homevideo è più esplicita, ma non tanto quanto quella europea. Diversi i sequel, usciti direttamente in homevideo.

110 e frode

Il gruzzolo di 30.000 dollari del futuro sposo Lee svanisce quando gli viene bruscamente ricordato che anni prima aveva promesso di far studiare la nipote (Blanchard), che vive in una roulotte. La ragazza ora è iscritta a Harvard, e toccherà all’amico di Lee (Green) aiutarlo a trovare i soldi. Le parole “Tom Green” e “Harvard” non dovrebbero mai apparire sullo stesso cartellone, anche se non tutti i film riescono a far entrare Farina (qui uno dei futuri parenti di Lee) in un vestito. E lui lo fa sembrare preconfezionato così come questa sceneggiatura.

2010, l’anno del contatto

Ambizioso seguito di 2001: Odissea nello spazio, sceneggiato dal regista Hyams dal romanzo-seguito di Arthur C. Clarke (che appare in un cammeo su una panchina del parco di Washington). Scheider è un perfetto Uomo Qualunque che viaggia nello spazio in missione russo-americana per risolvere il mistero di cosa è andato storto alla missione dell’originale, Discovery. Più concreto e quindi meno mistico di 2001, con un finale troppo prosaico, ma comunque un viaggio divertente, con effetti speciali d’avanguardia di Richard Edlund. Panavision.

2 Fast 2 Furious

Lungi dall’abbandonare dal contesto delle gare automobilistiche di The Fast and the Furious (eccetto per la dinamica sequenza iniziale) questo sequel porta Walker in Florida, dove viene assoldato come agente federale sotto copertura per aiutare a catturare un boss della droga che assolda autisti veloci. Azione a sufficienza per compiacere tutti i pubblici, ma la sceneggiatura lascia molto a desiderare. Super 35.

13 – Tzameti

Opera prima del regista georgiano Géla Babluani, premiata alla Giornate degli autori a Venezia 2005 e distribuita in Italia da Teodora Film nell’ambito della rassegna “Cinque pezzi facili”. Un horror-thriller girato in un denso bianco e nero che racconta di un giovane immigrato georgiano a Parigi che senza porsi scrupoli si sostituisce a un povero vecchio drogato, presentandosi al suo posto a un misterioso appuntamento, con il miraggio di un facile guadagno. Si troverà precipitato in un luogo clandestino da incubo, dove si scommette sulla vita di poveri derelitti alla roulet.

L’esordiente regista gira con sicurezza, e anche se usa il bianco e nero non eccede in cinefilia. Cerca di rendere verosimile un mondo da incubo, ma la morale della sua parabola sul destino è ovvia e c’è qualcosa che non funziona nelle suspence: l’attesa iniziale è troppo protratta e gli sviluppi sono prevedibili, nonostante la messa in scena sia nevrotizzante.

110 e lode

Un senzatetto (Pesci) fa il correttore per guadagnarsi da vivere dopo un bizzarro incontro “alla Irene Dunne” con un imbranato allievo di un’università dell’Ivy League (Fraser), con i fogli della tesi di quest’ultimo che cadono nella grata del locale caldaie di Harvard dove Pesci risiede. Un “dramma comico” che potrebbe risultare offensivo se fosse poco più pungente, ma è un fallimento già dall’inizio.

13 non risponde, Il

Bella storia in stile documentaristico sugli agenti dei servizi segreti che cercano di individuare una base missilistica tedesca in Francia durante la seconda guerra mondiale. Buon cast che comprende anche un giovane E.G. Marshall, Karl Malden e Red Buttons.

1921 – Il mistero di Rookford

Inghilterra, primo dopoguerra. Tormentata dalla morte del fidanzato, Florence Cathcart è impegnata a smascherare le teorie sul sovrannaturale, dando spiegazioni di tipo metodico e razionale. Tuttavia, quando viene chiamata a visitare Rookford, un collegio situato nella campagna, per indagare sulle presunte apparizioni di un fantasma di un bambino,
Florence si sente costretta ad accettare il compito.

Giunta a Rookford, Florence comincia a lavorare utilizzando delle trappole e cercando di raccogliere prove scientifiche. Col tempo, i segreti cominciano a svelarsi e il mistero che avvolge il fantasma del bambino si rivela essere nient’altro che uno scherzo da ragazzi. Tuttavia, proprio quando Florence si accinge a lasciare il collegio, diventa testimone di un’esperienza che sfida ogni logica. Subito dopo l’accaduto, uno dei professori, Robert Mallory, si preoccupa per lo strano atteggiamento di Florence. L’incidente l’ha lasciata confusa e spaventata, eppure la giovane donna è risoluta nel voler andare in fondo alla questione e decide così di restare a Rookford durante le vacanze natalizie, quando tutti i ragazzi tornano a casa per le festività.

Florence comunque non resta sola. Le fanno compagnia Maud, l’infermiera che per prima aveva chiesto l’intervento di Florence a Rookford, Tom, un bambino di cui i genitori non possono occuparsi durante la pausa natalizia e Mallory, tormentato dalle visioni del passato dopo aver combattuto la Grande Guerra.

Nei giorni a seguire, Florence sarà perseguitata dall’immagine sfocata del fantasma di un bambino che farà vacillare la sua determinazione e la renderà sempre più incapace di poter dare una spiegazione logica agli strani eventi che si susseguono. Man mano che il suo legame con Mallory si fa più profondo, entrambi sentono che li accomuna un forte senso di solitudine e, insieme, si preparano ad affrontare le loro paure.

47 Ronin, I

Il corrotto signorotto locale Ichikawa costringe il giovane Lord Kayama a fare hara kiri, ma i suoi 47 servitori samurai retainers (o ronin) cercheranno di vendiacarlo. Il film mostra un’altra versione di questa storia portata di sovente sugli schermi, basata su di una storia vera: disordinato, imprevedibile ed estremamente bello anche se un po’ lungo. Da alcuni considerato il Via col vento del cinema giapponese. Originariamento distribuito in Giappone in due parti, dalla durata 204 minuti. Tohoscope.

13 fantasmi, I

Classico film di fantasmi scherzoso su una famiglia graziosa e tipicamente americana (i bambini si chiamano Buck e Medea!) che eredita una casa stregata. Zeppo di brividi e risa soffocate, con Hamilton intelligentemente calato nel ruolo del maggiordomo minaccioso. Le copie per la Tv durano 85 minuti, compreso il contributo di Castle che presenta “Illusion-O”; agli spettatori più accaniti vennero consegnati dei “visori di fantasmi” per permettere loro di vedere (o non vedere) gli spettri. Rifatto nel 2001.

42 Up

Partendo da dove finiva 35 Up, Apted fa di nuovo visita a tutti i soggetti che segue nella loro vita, tranne tre, mentre si avvicinano alla mezza età. Stimolante come sempre.

2013 — La fortezza

Marito e moglie fuggono da una società del futuro (che proibisce loro di avere un secondo figlio) perché lei è di nuovo incinta: vengono catturati e mandati in una prigione di massima sicurezza supertecnologica il cui direttore è un sadico (ce ne sono di qualche altro tipo?) Una premessa intrigante viene sabotata da una recitazione debole e da una sceneggiatura ancor più fiacca. L’incredibile successo internazionale portò a un sequel.

21 Jump Street

Schmidt (Jonah Hill) e Jenko (Channing Tatum) sono stati nemici al liceo per poi diventare amici improbabili all’Accademia di Polizia. Anche se non si possono certo definire i poliziotti migliori del mondo, ai due viene offerta la possibilità di ribaltare la situazione quando entrano a far parte dell’unità segreta delle forze di polizia Jump Street, diretta dal Capitano Dickson (Ice Cube). Restituiscono pistole e distintivo ed armati di uno zaino sfruttano il loro aspetto giovanile per lavorare sotto copertura in un liceo. Il problema è che gli adolescenti di oggi non hanno nulla a che vedere con quelli di qualche anno fa, come erano loro, e Schmidt e Jenko scoprono che quello che pensavano sul mondo degli adolescenti, dal sesso alla droga al rock and roll, è tutto sbagliato. Ma soprattutto si accorgono che tutti e due stanno ancora totalmente dentro ai problemi dell’adolescenza che non hanno risolto in quegli anni – ed entrambi devono confrontarsi con le paure e l’ansia di essere nuovamente adolescenti e con tutte le questioni che pensavano di essersi lasciati alle spalle.

24 ore

Una banda di sequestratori rapisce la figlia di un medico anestesista di fama internazionale. Il piano è studiato in ogni minimo particolare. Un uomo porta via la bambina, una donna aggancia il dottore che è in un’altra città per un congresso e il leader della banda rimane a casa con la madre. In sole 24 ore, sotto il ricatto della paura, i sequestratori si faranno pagare il riscatto senza lasciare alcuna traccia. Le vittime, contente di poter uscire dall’incubo, non parleranno e non rimarrà alcuna traccia di questo delitto. C’è solo un piccolo problema. La bambina rapita soffre di una grave forma di asma e questo particolare trascurato innervosirà i malviventi. I genitori, spaventati per la figlia, faranno di tutto per liberarla, scoprendo che c’è un link tra loro e i sequestratori. «Probabilmente, il crimine perfetto è quello che non viene mai denunciato». Anche realizzare un film del genere è un crimine, denunciarlo è un obbligo. Prevedibile, scontato, retorico, noioso. Già dai primi minuti del film si capisce tutto, compreso che è una pellicola pessima. Non basta la presenza di Kevin Bacon e Charlize Theron a risollevare le sorti. Da evitare.
(andrea amato)

7 Psicopatici

Marty (Colin Farrell) è uno sceneggiatore alla disperata ricerca di ispirazione per uno script, Sette psicopatici, sul quale sta lavorando. L’uomo viene coinvolto nei piani di Billy (Sam Rockwell) e Hans (Christopher Walken), che progettano sequestri canini. Le cose prendono una brutta piega quando l’adorato cagnolino del gangster Charlie scompare… Dopo il successo di In Bruges Martin McDonagh dirige un pulp gangster-movie con un cast stellare.

11:11 – La paura ha un nuovo numero

Tre orrendi omicidi vengono commessi l’11 gennaio 1992. Ne è autrice una bambina di soli sette anni e le vittime sono gli assassini dei suoi genitori. Molti anni più tardi, la ragazza riconosce gli stessi sinistri presagi di origine soprannaturale che avevano preceduto la fatidica data. Terrorizzata da fantasmi che tornano a manifestarsi, cerca di scavare nel passato, aiutata dal suo amico Raden, in cerca di risposte. Tutto sembra ruotare attorno a un numero, 11:11, che i killer avevano vergato col sangue accanto al corpo della madre, dopo averl

2061 – Un anno eccezionale

2061. In seguito a una tremenda crisi energetica dovuta all’esaurimento delle scorte petrolifere, il mondo è piombato in una sorta di Medioevo. L’Italia è un paese disunito, multietnico, quasi pre-risorgimentale: al nord è nata la Repubblica Longobarda difesa da un muro altissimo; nella Repubblica Popolare della Romagna la tassazione è al 100 per cento ma abbonda la benzina; la Toscana è tornata a essere un Granducato dove le fazioni dei Della Valle e dei Cecchi Gori lottano per il potere; al centro è rinato lo Stato Pontificio, un regime integralista dove domina l’Inquisizione; al sud regna il Sultanato delle due Sicilie dove le temperature oscillano tra i 32 e i 54 gradi. Da qui, un gruppo di avventurosi patrioti capitanati da un istrionicoProfessore (Diego Abatantuono), intraprende un viaggio grottesco e picaresco, con lo scopo di unirsi alla resistenza e con la “mission imbossible” di arrivare a Torino per rifare l’Italia.

58 minuti per morire

Squisitamente irrealistico ma davvero divertente, questo sequel di Die Hard — Trappola di cristallo: mentre attende che l’aereo di sua moglie atterri all’aeroporto Dulles di Washington, Willis si infila capo e collo nei guai quando scopre un’imminente minaccia terroristica. Tanta violenza, grande azione e intrattenimento, a patto di non interrogarsi troppo sui nessi logici. Tratto dal romanzo 58 minuti di Walter Wager. Panavision.

5 contro il casinò

Il “crimine perfetto” in una stramba avventura su cinque amici decisi a rapinare un casinò a Reno, nel Nevada. L’esecuzione della rapina, insieme a una favolosa Novak, rendono il film più che godibile. Basato su un romanzo di Jack Finney.

247 — Un amore oggi

Piccola commedia moderatamente divertente in cui la manager di una grossa compagnia si sottopone all’inseminazione artificiale e resta incinta per poi mettersi a cercare compulsivamente l’anonimo donatore. I risultati sono prevedibili, ma Tucci e la Eichhorn riescono tuttavia a renderli migliori del previsto. Intreccio banale molto più adatto al piccolo schermo.

“10”

Un autore di canzoni di mezza età scopre di essere dipendente dal sesso, specie quando posa lo sguardo sulla bellissima Bo Derek. L’idea di Blake Edwards di un film veramente sofisticato; divertente solo a tratti, più spesso noioso, piatto e pomposo. Panavision.

… continuavano a chiamarlo Trinità

Seguito del fortunatissimo Lo chiamavano Trinità… , girato l’anno prima dallo stesso E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni). Il pistolero Trinità e suo fratello Bambino vengono scambiati per agenti federali da un ingenuo trafficante d’armi. Corrotti a suon di dollari dallo sprovveduto, i due decidono di continuare a sfruttare l’equivoco per ricavarne ulteriori profitti. Inevitabilmente inferiore al precedente e con un minor tasso di novità, ma non per questo meno divertente. (andrea tagliacozzo)

47 Ronin — Parte I

Mitici guerrieri samurai tramano per vendicare la morte del loro capo, che è stato ingannato e costretto a suicidarsi. Basato su una famosa storia giapponese e affascinante sia come opera cinematografica che di propaganda (non dimenticate che è stato realizzato durante la seconda guerra mondiale). La prima delle due parti in cui è divisa l’epica di Mizoguchi, conosciuta anche con il titolo I leali 47 Ronin. Svariate dozzine della stessa storia sono state girate in Giappone.

…e la vita continua

Le eccezionali interpretazioni della Colbert e di Hayakawa fanno di questo film un “must”. Famiglie inglesi e americane stanziate in Borneo durante la seconda guerra mondiale vengono mandate nei campi di prigionia dai giapponesi, ma il colto ufficiale Hayakawa si affeziona all’autrice Colbert. Il produttore Nunnally Johnson ha adattato il libro autobiografico di Agnes Newton Keith.

8 amici da salvare

Quando un gruppo di ricercatori scientifici americano riceve l’ordine di abbandonare la sua base antartica, la guida Walker si dispera di dover abbandonare i suoi otto husky. La lotta per la sopravvivenza di questi cani pieni di risorse e il rifiuto di Walker di darsi per vinto sono il fulcro di questo film della Disney. La storia è più lunga del dovuto, ma le scene d’azione con i cani e le ambientazioni invernali sono di prim’ordine. Libero remake del film giapponese del 1983 Antarctica, ispirato a un fatto vero. Super 35.

5 appuntamenti per farla innamorare

Vi presento Genevieve (NIA VARDALOS). Adora il romanticismo, adora i fiori, adora il giorno di San Valentino. E tutto ciò si addice perfettamente alla proprietaria del delizioso negozio di fiori, “Roses for Romance”, nel cuore del mitico quartiere di Brooklyn, a NewYork. Il suo unico problema, é che detesta le relazioni stabili. Ferita troppe volte in passato, quando si tratta di affari di cuore Genevieve non permette mai a nessun uomo di entrare nella sua vita. Per lei frequentare uomini è un gioco, ed è molto brava in questo. Non viene mai scaricata e non viene mai ferita perché non dà neanche il tempo alle relazioni di prendere una brutta piega. Poi incontra Greg (JOHN CORBETT). Uomo attraente, divertente, umile. Da poco trasferitosi in città da Atlanta, Greg ha lasciato alle spalle una carriera di avvocato per aprire un nuovo ristorante, il “Get On Tapas.” E come mai questo scapolo ideale é ancora single? Perché, al contrario di Genevieve, Greg non gioca. Lui non riesce mai a capire le regole del corteggiare una donna, e non sa neppure essere romantico. Dopo il loro primo incontro, Genevieve spiega a Greg la sua teoria sulle relazioni: esci con una persona solo cinque volte e “quando si spegne il romanticismo, prosegui per la tua strada”…

47 morto che parla

Totò è Antonio Peletti, ricco e avarissimo barone che ha ereditato dal padre una fortuna in monete d’oro. Secondo il testamento paterno, però alla sua morte, Antonio dovrebbe lasciare metà del tesoro di famiglia al Municipio e l’altra metà al figlio Gastone. Ma il barone nega l’esistenza del testamento e caccia di casa Gastone. Da una commedia di Ettore Petrolini, uno dei film meno felici di Totò, stranamente frenato da un testo più rigoroso rispetto ai canovacci a cui era solitamente abituato. (andrea tagliacozzo)

10000 a.c.

Dodicimila anni fa la Terra era un luogo diverso da oggi abitato da grandi mammiferi: l’uomo doveva cavarsela come poteva elaborando i primi manufatti e organizzandosi in primitive forme di socialità. In questo scenario si inserisce la storia di un giovane che lotta per liberare la propria amata dalle grinfie di uno spietato condottiero.

5.000 dita del Dr. T., Le

Pur se largamente ignorato, uno dei migliori fantasy di Hollywood, tratto da un racconto del Dr. Seuss: un ragazzo ha un incubo in cui un crudele insegnante di piano (Conried) regna su un luogo in cui bambini rapiti sono costretti a esercitarsi alla tastiera. I numeri musicali rallentano un po’ l’azione.