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Così ridevano

Sul finire degli anni Cinquanta due fratelli emigrano dalla Sicilia a Torino: il maggiore, Giovanni è analfabeta e fa di tutto per mantenere Pietro agli studi magistrali, convinto che il riscatto sociale passi attraverso la cultura. Ma la delusione arriverà per entrambi.

Un “poema” personale e interiore sull’immigrazione italiana come perdita dell’innocenza di un’intera nazione, articolato nell’arco di sei anno (dal 1958 al 1964) e suddiviso in altrettanti capitoli. Sceneggiato dal regista, è un grande mélo disperato e asciutto, più astratto che realistico, che scava nella memoria senza nostalgia e nei rapporti familiari con spietata tenerezza. Leone d’Oro a Venezia ’98, il titolo allude a una rubrica umoristica della ‘Domenica del Corriere’ di quegli anni.

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