Miss Detective

L’agente dell’Fbi Gracie Hart è costretta a infiltrarsi tra le partecipanti del concorso di Miss Stati Uniti per sventare l’attentato minacciato da un misterioso criminale che si fa chiamare «Citizen». Sfortunatamente, però, Gracie è quanto di più lontano ci sia da una Miss: sgraziata, mascolina e dotata di un pessimo carattere. Per preparare la ragazza all’evento l’Fbi decide quindi di assoldare il raffinato Victor Melling, consulente di bellezza. L’impresa sembrerebbe quasi disperata, ma alla fine Gracie riesce addirittura ad arrivare tra le finaliste. Avrebbe dovuto intitolarsi
Miss Predictability
(«Miss Prevedibilità») e non
Miss Congeniality
(«Miss Amabilità») questa asfittica commedia di Donald Petrie, scontata dall’inizio alla fine, priva di un guizzo realmente originale che la distingua da mille altre – altrettanto mediocri – che la cinematografia Usa sforna ogni anno. Ci sarebbe la Bullock che dovrebbe fare la differenza (il film se l’è perfino prodotto), ma non bastano la sua innata simpatia e le sue mossettine a risollevare le sorti di una pellicola nata praticamente morta (non al botteghino, per sua fortuna…). Così come non è sufficiente il buon Michael Caine, ridotto – suo malgrado – a fare la parodia di se stesso. Quanto al regista Donald Petrie, innocuamente mediocre per gran parte della vicenda, nel finale scivola indegnamente nel ridicolo, dimostrandosi incapace di girare in maniera decente l’unica scena di suspense del film. A peggiorare le cose ci si mette anche la durata, interminabile: 1 ora e 49 minuti! Dov’è finita la sintesi delle commedie hollywoodiane di una volta?
(andrea tagliacozzo)

Vincitori e vinti

Ricostruzione del processo di Norimberga che nel 1948 vide imputati i criminali di guerra nazisti. Alla sbarra, davanti a tre americani guidati dal giudice Dan Haywood (Tracy), tre criminali nazisti e un quarto (lancaster) anti Hitler e contro il nazismo. L’impostazione quasi teatrale (il film si svolge quasi interamente in un’aula di tribunale con i testimoni che si avvicendano a raccontare le loro storie) non toglie forza narrativa alla pellicola, interpretata da un magnifico cast d’attori in cui spiccano Spencer Tracy nei panni del giudice Dan Haywood, Montgomery Clift, Marlene Dietrich, Judy Garland e Maximilian Schell, premiato con l’Oscar come migliore attore per la sua interpretazione dello scaltro avvocato della difesa. Ottima anche la sceneggiatura di ferro di Abby Mann, anche a lui vincitore di una statuetta.
(andrea tagliacozzo)

L’aereo più pazzo del mondo sempre più pazzo

Uno shuttle è in procinto di partire per la luna con a bordo un gruppo di persone incaricato di colonizzare l’asteroide. Il pilota Ted Striker scopre delle anomalie nell’apparecchio, ma i responsabili del progetto, che non intendono rimandare la missione, lo fanno rinchiudere in un manicomio e mettono tutto a tacere. L’assenza in cabina di pilotaggio della premiata ditta Zucker, Abrahams & Zucker (autori del primo film) si fa sentire non tanto sulla quantità delle gag, quanto sulla loro qualità. Modesto.
(andrea tagliacozzo)

Star Trek

Un’entità misteriosa si dirige verso la Terra con il probabile intento di distruggerla. Il capitano Kirk, accompagnato dal fedele equipaggio, prende il comando dell’astronave interplanetaria Enterprise, da tempo in disuso, per evitare l’immane tragedia…

Primo di una serie infinita lungometraggi tratti dall’omonima serie televisiva. Un’entità misteriosa si dirige verso la Terra con il probabile intento di distruggerla. Il capitano James T. Kirk, accompagnato dal fedele equipaggio, prende il comando dell’astronave interplanetaria Enterprise, da tempo in disuso, per evitare l’immane tragedia. Il bravo regista di West Side Story , Robert Wise, non ha più lo smalto di un tempo e il film, al contrario dell’Enterprise, stenta a decollare appesantito da troppe ambizioni filosofiche. Ottimi, comunque, gli effetti speciali. (andrea tagliacozzo)

L’oltraggio

Juan Carrasco viene condannato per aver ucciso un uomo e aver usato violenza alla moglie di questi. Dell’accaduto si raccontano diverse contrastanti versioni, tra le quali quelle della donna e dell’assassino. Ma nessuno sa realmente come siano andate le cose. Tratto da
Rashomon
di Akira Kurosawa, il film è un lavoro minore del regista Martin Ritt, pretenzioso e privo dello spessore della pellicola originale giapponese. Paul Newman è quasi irriconoscibile, imbruttito da un trucco pesante ma efficace.
(andrea tagliacozzo)

Karamazov

Ambientato nella Russia del XIX secolo, è la versione cinematografica della tragedia di Dostoevskij, che vede la morte di un padre opprimente (Cobb) e il suo effetto sui suoi figli: lo scapestrato Brynner, lo studioso Basehart, il pio Shatner e l’epilettico Salmi. Straordinaria la sceneggiatura dello stesso Brooks. Primo film per Shatner. Una nomination agli Oscar.