Un segreto tra di noi

La famiglia Taylor sembra avere tutto per essere la tipica famiglia felice americana: il padre Charles è un affermato professore universitario, il figlio Michael è uno scrittore di successo, la figlia minore Ryne è appena stata ammessa a un’esclusiva facoltà di legge mentre la madre Lisa sta per diplomarsi al college, dopo avere dedicato la vita alla famiglia. Ma un incidente getta in crisi la famiglia, riaprendo vecchie ferite e riportando a galla problemi mai risolti.

Daybreakers – L’ultimo vampiro

Siamo nel 2019: una misteriosa malattia si è diffusa sul pianeta, trasformando la maggior parte degli esseri umani in vampiri. L’umanità è ormai una specie in via di estinzione costretta a nascondersi, ma Edward Dalton, vampiro e al tempo stesso ricercatore, rifiuta di nutrirsi di sangue umano: sta cercando di creare un sangue artificiale che possa nutrire i vampiri e al tempo stesso evitare l’estinzione della razza umana. Si troverà così al centro di una lotta per decidere le sorti del genere umano.

Mississippi Burning – Le radici dell’odio

Nel 1964, nello Stato del Mississippi, alcuni giovani, bianchi e neri, vengono assassinati dal Ku Klux Klan locale. Due agenti dell’FBI vengono spediti sul luogo per compiere delle indagini. Tratto da una storia vera, il film suscitò alla sua uscita diverse polemiche, anche se risulta un po’ blando nella sua prevedibile (e giusta) retorica antirazzista proveniente – chissà perché – dall’unico punto dei vista dei bianchi. Alan Parker dirige con indubbio professionismo, ma scarso coinvolgimento emotivo (a parte l’emozionante sequenza d’apertura). Gli interpreti – Gene Hackman su tutti – sono comunque eccellenti. Sette candidature agli Oscar ’88, ma una sola statuetta vinta per la migliore fotografia (di Peter Biziou).
(andrea tagliacozzo)

Miral

La storia ha inizio nel 1948, in una Gerusalemme consumata dalla Guerra. Mentre si reca a lavoro Hind Husseini (HIAM ABBASS) si imbatte in 55 bambini, sono degli orfani che vagano per la strada. Incapace di voltare loro le spalle li porta a casa con sé, per sfamarli e dargli un rifugio. Nell’arco di alcuni mesi, i 55 orfani diventano quasi 2000. Hind decide così di trasformare la sua casa nell’Istituto Al-Tifl Al-Arabi e, in seguito, l’istituto diverrà anche una scuola, il cui scopo è offrire un’istruzione agli orfani e di fungere da simbolo di speranza per tutte quelle ragazze vittime del conflitto Israelo-Palestinese.

Sono trascorsi trent’anni, siamo nel 1978, una bambina di 7 anni arriva all’Istituto in seguito alla morte della madre. E’ Miral (FREIDA PINTO), che crescerà tra le mura protettrici dell’Istituto, completamente ignara delle problematiche che infiammano il paese. All’età di 17 anni, all’apice della resistenza dell’Intifada, a Miral viene affidato il compito di lavorare come insegnante in un campo rifugiati, lì, Miral viene a conoscenza dell’odio, della frustrazione e della guerra che sembrano essere un antico retaggio della sua stessa famiglia. Miral si innamora del fervente attivista politico, Hani (Omar Metwally, Munich, Rendition), e così si ritroverà a dover affrontare un lacerante conflitto interiore, che rispecchia la situazione che si verifica nel paese: combattere come hanno fatto quelli prima di lei, oppure seguire gli insegnamenti di Mama Hind, secondo cui l’istruzione è la chiave che aprirà la strada per la pace.

My Son, My Son, What Have Ye Done

Ispirato da vicende reali, la storia di un mito antico e di una moderna follia. Brad Macallam, un aspirante attore che recita in una tragedia greca, commette nella realtà il crimine che deve mettere in scena sul palcoscenico: uccide la madre. Il film si apre nel momento in cui agenti di polizia giungono sulla scena di un delitto trovando una donna anziana in una pozza di sangue. Davanti alla casa sono radunati vicini curiosi e stupefatti. Il presunto colpevole si è barricato in un edificio dall’altra parte della strada e a quanto pare ha con sé degli ostaggi. Arrivano i due amici cui Brad ha telefonato nelle prime ore del mattino, ma ormai è troppo tardi. Mentre assieme ai vicini cercano di capire quanto è successo, raccontano la loro storia agli investigatori che si occupano del delitto.

The loveless

Don Ferguson, Willem Dafoe, Marin Kanter, Robert Gordon, Tina L’Hotsky, Liz Gans. Un gruppo di motociclisti si ferma in una piccola cittadina del Sud lungo la strada per le gare di Daytona. Omaggio diseguale a Il selvaggio: pretenzioso e praticamente senza trama, con musica rockabilly in proporzione di cinque a uno sulle parti dialogate. Tuttavia, impressionante sul piano visivo, come un quadro di Edward Hopper degli anni Cinquanta.

American Dreamz

Il Presidente degli Stati Uniti è appena stato rieletto ma è caduto in una profonda crisi personale: non si muove dal letto e non legge alcun giornale da settimane. Praticamente un uomo nell’anticamera della depressione. Nel frattempo nel paese spopola American Dreamz, reality-show canoro che seleziona giovani di talento da lanciare sul mercato discografico. Martin Tweed, presentatore e produttore senza scrupoli, punta su due ragazzi dall’ugola d’oro: una biondina della provincia con un’ordinaria storia d’amore alle spalle e un giovane arabo da poco arrivato negli Usa da un campo di addestramento terroristi in Medio Oriente (informazione che ovviamente non rivela alla produzione). Intanto alla Casa Bianca hanno l’illuminazione di far partecipare il Presidente all’ultima puntata di American Dreamz per rilanciarne l’immagine traballante: sarà il momento della verità per molti dei protagonisti della trasmissione.