I vivi e i morti

Da
The Fall of the House of Usher
di Edgar Allan Poe. Philip, partito alla ricerca di Madeline Usher, la sua fidanzata, riesce a ritrovarla nella dimora del fratello della ragazza, l’inquietante Roderick. Da questi il giovane apprende della maledizione che grava sull’antica famiglia Usher. Primo film di Roger Corman ispirato alle opere di Poe, ossequioso alle regole del genere horror ma allo stesso tempo assai originale e innovativo nell’uso della fotografia a colori e nello studio psicologico dei personaggi. Le cupe atmosfere dello scrittore bostoniano esaltano l’estro visivo del regista, noto fino ad allora solo per i suoi film a basso costo.
(andrea tagliacozzo)

La maschera della morte rossa

Uno dei migliori lavori del regista Roger Corman, tratto, da un racconto di Edgar Allan Poe. Grazie all’appoggio di Satana, il principe Prospero tiranneggia e opprime la popolazione di un intero villaggio. Incoraggiati dalla profezia di una vecchia, due villici decidono di ribellarsi. Quasi un horror di stampo bergmaniano, elegante e stilizzato, ricco d’invenzioni visive e impreziosito dalla splendida fotografia a colori di Nicolas Roeg. All’epoca, l’attrice Jane Asher era la ragazza di Paul McCartney.
(andrea tagliacozzo)

20.000 leghe sotto la terra

Durante una notte tempestosa, una ragazza scompare misteriosamente. Seguendo le tracce dei rapitori, il fidanzato della giovane arriva in una città situata sotto il suolo terrestre e abitata da esseri incredibilmente mostruosi. Ultimo lavoro del regista Jacques Tourneur (autore nel 1943 de
Il bacio della pantera
, uno dei film culto del cinema fantastico). La pellicola parte bene, ma poi si perde strada facendo, diventando banale nelle scene ambientate nella città sotterranea.
(andrea tagliacozzo)

L’abominevole dottor Phibes

Dato per defunto in un incidente stradale, che invece lo ha solo orribilmente sfigurato, Anton Phibes vuole vendicarsi della morte dell’adorata moglie, uccisa anni prima dall’imperizia di un’équipe di chirurghi. L’uomo inizia ad eliminare tutti i medici uno ad uno ispirandosi alle dieci piaghe d’Egitto. Un horror notevole, per tensione e inventiva, letteralmente dominato dall’istrionica interpretazione di Vincent Price. Il personaggio di Phibes tornò l’anno seguente in
Frustrazione,
seguito di questa pellicola.
(andrea tagliacozzo)

La città dei mostri

Tratto dalla poesia di Edgard Allan Poe
The Haunted Palace
e dal racconto di H.P. Lovercraft
Lo strano caso di Charles Dexter Ward
. Stabilitosi assieme alla consorte in un castello del New England, ex proprietà di un avo dedito alla magia nera, un uomo viene posseduto dallo spirito del suo antenato. Il dottore del paese, a cui la moglie del nuovo arrivato chiede aiuto, viene fatto prigioniero dall’indemoniato. Classico prodotto alla Corman: realizzato in fretta, con pochi soldi, ma terribilmente efficace.
(andrea tagliacozzo)

Il conte di Essex

Dopo aver sconfitto la flotta spagnola, il conte di Essex torna a Londra acclamato dalla folla, ma la regina Elisabetta, sebbene ne sia da tempo innamorata, decide di umiliarlo pubblicamente per moderare la sua ambizione. Dramma storico elaborato e magniloquente, caratterizzato da un buon uso del colore. Le riprese del film furono caratterizzate dalle continue schermaglie tra i due divi, Errol Flynn e Bette Davis. La cosa non impedì a quest’ultima di fornire una delle sue più straordinarie interpretazioni.
(andrea tagliacozzo)
.

I racconti del terrore

Quattro racconti di Edgar Allan Poe condensati in tre distinti episodi. Il migliore è il secondo, interpretato da un ironico Peter Lorre: un uomo, tradito dalla moglie, decide di vendicarsi murando vivi in cantina la consorte e il suo amante; assieme ai due rimane imprigionato anche un gatto nero che perseguita l’omicida con il suo insistente miagolio. Classica produzione di Roger Corman, elegante e visualmente sfarzosa nonostante i limiti di budget. Il regista, al suo quarto capitolo della serie di film dedicata a Poe, riesce a far coesistere umorismo e terrore con notevoli risultati. Sceneggiatura di Richard Matheson.
(andrea tagliacozzo)