Totò nella luna

Totò licenzia un fattorino che pensa troppo alla fantascienza e poco al lavoro. Quando si viene a sapere che quest’ultimo possiede un tipo di sangue che lo rende adatto alla vita nello spazio, gli americani propongono al giovane un viaggio sulla Luna. Banale parodia dei film di fantascienza d’oltreoceano, nobilitata unicamente dalla presenza di Totò. L’anno dopo, Steno tornò a dirigere il comico napoletano in
Totò, Eva e il pennello proibito
e ne
I tartassati.
(andrea tagliacozzo)

Totò e i re di Roma

Il modesto archivista di un ministero, sposato e con cinque figlie a carico, spera inutilmente in una promozione. Dopo aver indispettito il suo Direttore Generale in un paio d’occasioni, il poverino è costretto a dare l’esame per procurarsi la prescritta licenza elementare. Come al solito, il film grava tutto sulle spalle del bravissimo Totò, aiutato nell’occasione da uno strepitoso Alberto Sordi che si fa notare nei panni del puntiglioso professore.
(andrea tagliacozzo)

Questa è la vita

Il film è composto da quattro episodi, tratti da altrettante novelle di Luigi Pirandello:
La giara, Il ventaglino, La patente
e
Marsina stretta
. Il migliore è il terzo, con uno strepitoso Totò nella parte di un potente jettatore che chiede alle autorità una patente, un certificato ufficiale che gli permetta di guadagnare denaro con le sue straordinarie, ma terribili qualità.
(andrea tagliacozzo)

Il medico dei pazzi

Don Felice si reca a Napoli a trovare il nipote che crede laureato in medicina e direttore di una clinica psichiatrica. Il giovane, in realtà, è solo uno scapestrato che, dopo aver già spillato allo zio un bel po’ di quattrini, fa passare la pensione dove abita per la sua clinica. Da una commedia di Eduardo Scarpetta (come
Un turco napoletano
e
Miseria e nobiltà
, entrambi diretti dallo stesso Mattoli), un veicolo ideale per l’incontenibile comicità di Totò. Rispetto ad altri lavori del comico napoletano, la trilogia tratta dai lavori teatrali di Scarpetta si distingue per la felice cura della regia e dell’ambientazione.
(andrea tagliacozzo)

La banda degli onesti

In punto di morte, un ex impiegato della Zecca incarica il portiere Antonio di gettare nel Tevere il cliché per la fabbricazione delle diecimila lire che aveva sottratto anni addietro sul posto di lavoro. Il portiere, che naviga in brutte acque finanziarie, pensa bene invece di tenersi il maltolto per servirsene assieme a due amici. Uno dei migliori film di Totò, sostenuto, oltre che dall’ottima interpretazione dei tre protagonisti, anche da una sceneggiatura (firmata da Age e Scarpelli) più curata del solito.
(andrea tagliacozzo)

Totò e Carolina

Una giovane di paese, arrestata durante una retata a Villa Borghese dall’agente Caccavallo, sviene al commissariato per aver ingerito una forte dose di sonnifero. Dopo un breve ricovero in ospedale, la ragazza è obbligata dalle autorità a ritornare al suo paese. A condurla a destinazione ci deve pensare proprio l’agente Caccavallo. Un Totò quasi intimista, divertente ma allo stesso tempo anche malinconico. La brava Anna Maria Ferrero riesce a tenere degnamente testa al principe della risata.
(andrea tagliacozzo)

Totò contro Maciste

Il saltimbanco Totocamen, grazie ad alcuni trucchi, riesce a far credere al Faraone di essere in possesso di una forza portentosa. Il sovrano decide di usare il ciarlatano per contrastare il possente Maciste, che si è messo al servizio degli Assiri. Il film è tutto nei lazzi di Totò, costretto a fare i salti mortali per tenere in piedi la sgangherata vicenda. Nino Taranto non gli è da meno. Il regista Fernando Cerchio tornerà a collaborare con il comico napoletano in
Totò e Cleopatra
.
(andrea tagliacozzo)