Un ettaro di cielo

In un paesello sperduto, un giovane venditore ambulante, dotato di una fervida fantasia, riferisce scherzosamente ad alcuni vecchietti che a Roma si vendono appezzamenti di cielo. I vegliardi prendono la cosa sul serio e, consegnata al giovane una modesta somma per l’acquisto, decidono di affrettare l’ora della propria morte per godersi il loro pezzo di cielo. Una favola moderna, esile ma non priva di fascino. Dopo questa sua prima, curiosa pellicola, Casadio fece un solo altro film,
Cinque leoni un soldo,
nel 1961.
(andrea tagliacozzo)

La mandragola

Per conquistare la bellissima Lucrezia, sposa a un ingenuo notaio, Callimaco assicura di poterla guarire dalla sterilità somministrandole la mandragola. Ma c’è un problema: il primo che giacerà con una donna che ha assunto la mandragola, ne morirà… Più che un parente del
Brancaleone
, lo si direbbe un progenitore delle
Ubalde
, se non fosse che la sopraffina eleganza registica di Lattuada – qui davvero al suo massimo – lo consegna a tutt’altro livello. Lattuada, insieme al più morboso Bertolucci, è forse l’unico vero regista erotico del nostro cinema. Qui l’opulento corpo della Schiaffino è alluso e velato, agito metonimicamente (fianchi e ombelico che sostituiscono una visione d’insieme sempre negata) in una maliziosa gara con la macchina da presa. Il film mantiene il fondo di nera cupezza della commedia di Machiavelli, trasformandola semmai in una sorta di malinconia (evidente soprattutto nel personaggio di fra’ Timoteo, interpretato da uno spettrale Totò pre-Pasolini che sembra disegnato da Goya o da Daumier). E la curiosità sta proprio – come sempre negli adattamenti di Lattuada – nel contrasto tra il testo (in questo caso, tra la sua misoginia/misantropia) e il basso continuo dello sguardo sensuale del regista.
(emiliano morreale)

La sfida

A Napoli, un giovane ambizioso, deciso a farsi strada con ogni mezzo, fa di tutto per legarsi all’organizzazione camorristica di Salvatore Aiello, che controlla il commercio ortofrutticolo dell’intera città. Trasgredendo agli ordini del boss, il ragazzo si mette nei guai. Uno dei primi film di Francesco Rosi, attento fin dagli esordi alle più scottanti tematiche sociali. Bellissima Rosanna Schiaffino, che aveva esordito l’anno prima con una piccola parte in
Totò, lascia o raddoppia
.
(andrea tagliacozzo)