Hamlet

L’immortale opera del Bardo, nell’interpretazione filologicamente corretta di Branagh, vive di alti e bassi. L’aggiornamento della vicenda alla seconda metà del XIX secolo smorza “a prescindere” eventuali critiche a un cast modaiolo. Jacobi (Claudio), la Christie (Gertrude) e la Winslet (Ofelia) ne escono a testa alta, benché Branagh caratterizzi la messa in scena con lo stesso approccio sopra le righe tipico di tanti suoi film. Molto discontinue anche le comparsate delle “guest star”. Splendidamente fotografato in 70mm da Alex Thomson. Panavision Super 70. Quattro nomination agli Oscar.

Chorus Line

Sedici ballerini, usciti da una selezione di centinaia di concorrenti, affrontano un provino per un musical in allestimento. A giudicarli sarà il regista Zack, alle prese con problemi personali. Debole trasposizione cinematografica dell’omonima commedia musicale che a Broadway tenne cartello per numerosi anni. Nonostante lo sforzo degli interpreti, il film, ambientato tutto nella sala del teatro dove si svolgono le audizioni, finisce per risultare statico. Molto belle, invece, alcune delle canzoni composte da Marvin Hamlish, già premiato con l’Oscar nel ’73 per la colonna sonora di Come eravamo. Meno riusciti gli arrangiamenti, dai suoni tipicamente anni Ottanta. (andrea tagliacozzo)

Viaggio in Inghilterra

L’avvincente storia dello scrittore C.S. Lewis (Il leone, la strega e l’armadio. Le cronache di Narnia) la cui comoda anche se rigida vita da professore a Oxford negli anni Cinquanta è sconvolta dall’incontro con una schietta poetessa americana, Joy Gresham. Intelligente e commovente, con Hopkins in grandissima forma e altrettanto la Winger; molto bravi anche gli attori di supporto. Girato a Oxford. Adattato da William Nicholson dalla sua sceneggiatura televisiva del 1985 (Shadowlands) e dalla successiva opera teatrale.

Grey Owl – Gufo Grigio

Difficile accettare Brosnan nel ruolo del protagonista, un rinomato pellerossa nordamericano conservatore la cui vera identità venne scoperta da un reporter nel 1936; il resto della storia viene svelato in flashback. Racconto sincero ma inefficace di una storia interessante che negli Stati Uniti è finito direttamente in homevideo. 

Grido di libertà

Film commovente e travolgente che descrive la figura dell’attivista sudafricano Steve Biko (ben interpretato da Washington) e della sua amicizia con il (battagliero) redattore di quotidiano Donald Woods (Kline). Purtroppo la seconda parte del film, se non si conta il personaggio di Biko, perde slancio: si sofferma per troppo tempo, infatti, sulla fuga dal Sudafrica messa in atto da Kline e famiglia ma, ingegnosamente, vengono inseriti i flashback di Biko che fanno riprendere filo e ritmo alla narrazione. Sceneggiatura di John Briley. Esiste una versione allungata di 23 minuti, realizzata per permettere alla televisione di dividere il film in due parti. 

La ruota di scorta della signora Blossom

Una casalinga annoiata, moglie di un fabbricante di reggiseni, diventa l’amante di un riparatore di macchine da cucire, al quale riserva un posto confortevole e accogliente in soffitta. Il marito finisce con arricchirsi con i consigli che l’altro, costretto a rimanere nascosto, gli impartisce per mezzo della donna. Una divertente e atipica commedia impregnata di un umorismo di stampo tipicamente inglese. Tra gli interpreti secondari compare John Cleese, membro del gruppo comico dei Monty Python, che due anni più tardi tornerà a collaborare con il regista Joseph McGrath in
The Magic Christian
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(andrea tagliacozzo)

The Magic Christian

Un ricchissimo industriale inglese, non sapendo a chi lasciare la sua cospicua eredità, adotta un giovane vagabondo che sottopone a un corso accelerato sul potere corruttivo del denaro. Commedia dissacrante, inventiva, a tratti sconclusionata ma divertente, interpretata da un caustico e irresistibile Peter Sellers, qui anche in veste di cosceneggiatore. Al copione, tratto da un libro di Terry Southern, collaborarono anche Graham Chapman e John Cleese (membri del gruppo comico inglese Monty Python). Ottima la prova di Ringo Starr, all’epoca ancora batterista dei Beatles. La canzone dei titoli
Come and Get It,
interpretata dai Badfinger, porta la firma di da Paul McCartney.
(andrea tagliacozzo)