Ho vinto la lotteria di Capodanno

Smessi momentaneamente i panni del ragionier Ugo Fantozzi, Paolo Villaggio indossa quelli di Ciottoli, uno sfigatissimo cronista di un quotidiano romano. Il pover’uomo, pieno di debiti, vessato dal direttore e dai colleghi, mentre sta maldestramente tentando il suicidio, apprende d’essere il vincitore della Lotteria di Capodanno. Il film segna un piccolo (ma proprio piccolo) passo in avanti rispetto agli ultimi film della serie
Fantozzi
, con qualche gag decisamente divertente, anche se il personaggio interpretato di Villaggio è lo stesso di sempre.
(andrea tagliacozzo)

Sogni mostruosamente proibiti

Il complessato Paolo lavora in una casa editrice di fumetti. Per sfuggire alla deludente realtà di tutti i giorni, ha creato nella sua fantasia la bellissima Dalia, con la quale immagina di essere coinvolto in mille avventure. Mentre si trova in un supermarket, il timido impiegato si ritrova, come per miracolo, davanti alla donna dei suoi sogni. Fin dal titolo, il film si rifà abbastanza spudoratamente a
Sogni proibiti
, il classico degli anni Quaranta con l’indimenticabile Danny Kaye. Inutile dire che con le sue gag stantie e un Villaggio sempre più ripetitivo il confronto con l’originale è praticamente improponibile.
(andrea tagliacozzo)

Scuola di ladri

Dalmazio, Egisto e Amalio, che pur non essendo cugini non si sono mai conosciuti, vengono riuniti da un misterioso zio, un tempo famoso lestofante, il quale, tramite i nipoti, vorrebbe continuare la sua disonesta attività. A questo scopo, impartisce loro un corso accelerato di truffa, furto e rapina. Ottavo film di Neri Parenti con Paolo Villaggio, del tutto simile agli altri sette, ma decisamente peggiore rispetto a quelli della serie
Fantozzi
.
(andrea tagliacozzo)

La locandiera

Riduzione cinematografica dell’omonima commedia di Carlo Goldoni, riscritta da Lucia Drudy Demby assieme a Leo Benvenuti e Piero De Bernardi (gli sceneggiatori della serie Fantozzi). La bella Mirandolina, proprietaria di una locanda, è contesa tra due nobili: uno ricco, l’altro spiantato. Ma anche Fabrizio, il suo cameriere, è innamorato di lei. Per certi versi dignitoso – anche grazie a un cast di tutto rispetto – ma inutile e lontano dallo spirito dell’originale. (andrea tagliacozzo)

La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

Con la complicità di una prostituta viene organizzato un tiro a un ricco barone, per convincerlo a convertirsi al cristianesimo e donare il suo patrimonio in beneficenza a un finto convento. Un film grottesco e atipico, sicuramente godibile e specchio del talento del giovane (allora) regista.

I pompieri

Alcuni giovani di leva e qualche elemento più attempato formano la squadra numero 17 del corpo dei Vigili del fuoco di Roma. Sono in cinque, imbranatissimi, e, per la disperazione del loro comandante, durante le esercitazioni ne combinano di tutti i colori. Un’accozzaglia di vecchi e nuovi comici costituiscono, invece, il cast di questo filmetto senza pretese. Mediocre, come al solito, la regia di Neri Parenti.
(andrea tagliacozzo)

Superfantozzi

Quinta puntata della serie, che vede l’ormai universale e inossidabile maschera di Fantozzi andare su e giù per i secoli, dal paradiso Terrestre al più lontano e fantascientifico futuro, in diciotto episodi. Ricco di gag, ma solo poche sono realmente divertenti. Tra gli sceneggiatori, oltre ai «veterani» Villaggio, Benvenuti e De Bernardi, si sono aggiunti Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni.
(andrea tagliacozzo)