La notte

In questo studio sull’incomunicabilità, la Moreau è annoiata e in crisi con lo spento marito Mastroianni. Suggestivo, introverso, astratto, tutto in superficie, pieno di “immagini vuote, senza speranza”. Secondo capitolo della cosiddetta “trilogia esistenziale”, preceduto da L’avventura e seguito da L’eclisse, il film cerca di definire alcune costanti delle usanze, in cui il lento disfarsi dei rapporti coniugali vuole essere il segno di altre crisi: Antonioni descrive una condizione di disagio esistenziale e l’ambienta dentro uno spazio che schiaccia l’individuo con il suo caso tecnologico e neocapitalistico, finendo solo per raccontare le vaghezze e le ambiguità di uno sconcerto esistenziale incapace di trasformarsi in una vera coscienza critica. Orso d’oro a Berlino.