I miei problemi con le donne

Remake americano (con numerose differenze) de
L’uomo che amava le donne
di François Truffaut. Un affermato scultore con la sfrenata passione per le donne, decide di ricorrere a una psicanalista per guarire dalla terribile ansia, provocata dalle sue innumerevole relazioni, che lo ha condotto ad una temporanea impotenza. Finisce per innamorarsi anche dell’analista. Inevitabilmente inferiore all’originale, dal quale in pratica riprende solo lo spunto, il film di Blake Edwards può comunque contare su un buon numero di gag ben orchestrate e su un Burt Reynolds in buona forma. Qualche punto di contatto con
La fine… della fine
, diretto dallo stesso Reynolds nel ’78. Edwards, dal canto suo, ne farà quasi un remake nel 1989 con
Skin Deep
.
(andrea tagliacozzo)

The Burning Plain – Il confine della solitudine

Seguita da lontano da un misterioso e silenzioso osservatore, l’inquieta Sylvia (Charlize Theron) è in piedi sull?orlo di un precipizio e ripensa al suo passato. Una ragazzina rimasta orfana della madre, Maria (Tessa Ia), corre verso suo padre, rimasto gravemente ferito in seguito ad un incidente aereo. Due adolescenti, Mariana (Jennifer Lawrence) e Santiago (JD Pardo), trovano l?amore mentre affrontano il dolore e le conseguenze della morte improvvisa dei genitori. Una casalinga con quattro figli, Gina (Kim Basinger), trova un’inattesa consolazione nella relazione con un uomo dopo aver lottato disperatamente contro il cancro.

The door in the floor

Ted è uno scrittore di romanzi per adolescenti e vive con la bellissima moglie Marion a East Hampton nel New Jersey. Il loro equilibrio familiare viene sconvolto dalla morte dei due figli in un tragico incidente d’auto. Marion si allontana da Ted cercando conforto in relazioni extraconiugali, ma l’arrivo di Eddie, giovane assistente di Ted, cambierà le cose per entrambi.

Il migliore

Il giovane Roy, promessa del baseball, viene messo fuori gioco da una ragazza che gli spara cinicamente alle gambe. Diversi anni dopo, alla soglia dei trentacinque anni, l’uomo viene ingaggiato come riserva della squadra Knights. Tra lo stupore generale, lo stagionato atleta si dimostra un vero campione. Dal romanzo di Bernard Malamud, un dramma ben confezionato (bella e fin troppo patinata la fotografia di Caleb Deschanel) ma irrimediabilmente vuoto, prolisso e incline al facile sentimentalismo. Robert Redford, all’epoca quarantasettenne, era fin troppo maturo per il ruolo, ma se la cava egregiamente. Sceneggiatura di Robert Towne.
(andrea tagliacozzo)

Nadine – Un amore a prova di proiettile

Leggera ma gradevole commedia ambientata ad Austin nel 1954, su una parrucchiera incinta ma già prossima al divorzio che assiste incidentalmente a un omicidio proprio mentre tenta di recuperare alcune foto di nudo “artistico” per cui aveva posato in un momento di debolezza. Molto buono il cast, con Kim Basinger sorprendentemente in testa a tutti; l’orecchiabile brano sui titoli di coda è interpretato dagli Sweethearts of the Rodeo.

Batman

Versione ultramiliardaria (sia per costi che per incassi) delle avventure del celebre personaggio dei fumetti creato da Bob Kane. A Gotham City, il miliardario Bruce Wayne, sotto le inquietanti e mascherate spoglie di Batman (l’uomo pipistrello), si erge a paladino della giustizia combattendo contro ogni genere di criminali. Il più pericoloso di questi è l’ironico ma diabolico Joker. L’impianto visivo orchestrato da Burton (e dallo scenografo Anton Furst, premiato con l’Oscar) è a dir poco affascinante, ma il film risulta piuttosto statico (quasi un pachiderma incapace di sollevarsi), ravvivato di tanto in tanto dai guizzi dell’istrionico Jack Nicholson. Tim Burton si farà ampiamente perdonare con il sequel, lo splendido
Batman, il ritorno
. Da dimenticare, invece, gli episodi successivi diretti da Joel Schumacher.
(andrea tagliacozzo)

People I Know

Eli Wurman è un PR newyorchese un po’ in decadenza, sia fisica che d’affari. Ha pochi clienti, uno in particolare, il più ricco, l’attore premio Nobel Cary Launer. Proprio Launer chiede a Wurman di fare uscire di galera una starlette della televisione, con cui ha una relazione. La ragazza fa scoprire a Eli un giro di festine, a base di sesso e droga, nei piani alti di Wall Street. La modella, che sa troppo, viene uccisa in albergo e lascia a Eli una videocamera con immagini compromettenti per molti potenti. Eli, parallelamente, sta organizzando un party di beneficenza per salvaguardare i diritti umani di tre immigrati nigeriani. La festa è un successo, ma il suo aver ficcato il naso in acque torbide lo porterà… Un thriller ben congegnato, semplice e pulito, ma con un cast eccezionale e un Al Pacino sempre grandissimo. La trama, forse, potrebbe risultare fin troppo prevedibile, ma la giusta tensione dei personaggi riesce a non svilire il tutto. Un’altra buona prova da parte del regista Daniel Algrant (Vado a vivere a New York) e una Grande Mela un po’ diversa, ma reale, da come ci viene raccontata da un anno a questa parte. (andrea amato)