Fratello, dove sei?

Nel Mississippi degli anni Trenta, tre detenuti evasi condividono una serie di avventure e inavvertitamente diventano un’attrazione canora interpretando vecchi classici musicali. Adattamento deliziosamente eccentrico dell’Odissea di Omero, pieno di idee ingegnose, musica irresistibile e dialoghi taglienti. Sceneggiatura di Ethan e Joel Coen; il titolo deriva da I dimenticati di Preston Sturges. Innovativo l’uso del colore del direttore della fotografia Roger Deakins. Super 35. Due nomination agli Oscar.

Tredici variazioni sul tema

Un professore metodico e ordinato decide di cambiare vita grazie a una donna. Un giovane procuratore è stravolto da un incidente. Un manager invidioso e rancoroso decide deliberatamente di distruggere la vita di un gioviale collega. Una moglie deve affrontare l’adulterio del marito. Una giovane donna delle pulizie, sempre ottimista, cambia atteggiamento verso la vita. Cinque storie diverse, contemporanee, che s’intrecciano tra loro fino a formarne una unica. Un film su come le nostre azioni possano non solo cambiare la nostra vita, ma anche quella degli altri. Una narrazione temporale che viaggia dal presente, al passato, al futuro. Un film che invita a ponderare meglio le nostre decisioni e a immaginare le conseguenze di ogni nostra minima scelta o reazione, anche se apparentemente casuale. Come può essere un sorriso a uno sconosciuto. Bella prova di scrittura e di regia da parte di Jill Sprecher, aiutata nella sceneggiatura dalla sorella Karen. I cambi di ritmo, di tempo e di storia sono realizzati con molta leggerezza e l’uso della musica aiuta il percorso dello spettatore. Film corale in cui tutti sono protagonisti, tutti portano una storia.
(andrea amato)

Una spia per caso

Negli anni Cinquanta l’insegnante di lettere McGrath, che dopo il lavoro al liceo svolge anche la professione di istruttore di guida, dichiara alla moglie assetata di prestigio sociale di lavorare per la Cia. Le vicende si susseguono e lui viene effettivamente reclutato dalla Cia, per ritrovarsi paracadutato nella Baia dei Porci a tentare di uccidere Castro. Troppo intelligente per i lobotomizzati dei multiplex, ma allo stesso tempo troppo stupido per cervelli più fini; affabilità e ottime prestazioni sportive sono tutto ciò che questo film ha da offrire. Woody Allen (che ha scritto Pallottole su Broadway con McGrath) appare non accreditato.

Crocevia della morte

Opera umorale, piena di stile e un po’ pretenziosa, firmata dai fratelli Coen (Joel ha diretto e scritto la sceneggiatura insieme a Ethan, anche produttore). Byrne interpreta un gangster irlandese dal cuore di pietra che agisce secondo un codice etico conosciuto a lui soltanto, fedelmente devoto al re del crimine Finney. Denso e duro, all’inizio è quasi irritante, ma si fa sempre più coinvolgente man mano che l’intreccio si dispiega sinuoso. Alcuni momenti di bravura vanno a braccetto con la spettacolare fotografia di Barry Sonnenfeld. Frances McDormand, non accreditata, ha una piccola parte da segretaria.

Vivere e morire a Los Angeles

Un agente federale coglie sul fatto il falsario Eric Masters, ma viene da questi ucciso. Il caso resta nelle mani di Richard Chance, collega e amico del defunto poliziotto. Per incastrare Masters, protetto da un abile quanto ambiguo avvocato, Chance si serve dell’aiuto di un delinquente e di una bella informatrice. Veloce, duro e violento – come ci si aspetta da un grande come William Friedkin – con almeno una sequenza (un inseguimento d’auto mozzafiato) d’antologia del cinema d’azione.
(andrea tagliacozzo)