Le catene della colpa

Uno dei grandi classici del noir. In apparenza, non manca nessuno stereotipo: il detective disilluso e in fondo tenero (Mitchum), un antagonista che sembra cattivo ma forse non lo è (Kirk Douglas), la dark lady irresistibile (Jane Greer)… In realtà, è un vero capolavoro del genere. Perché un conto è dire «destino ineluttabile», «cinico e romantico», «la donna fatale», ma provate a guardare queste facce attraverso la fotografia di Nicholas Musuraca, con le vicende che si avvitano sempre di più e la tensione che diviene insostenibile.
Le catene della colpa
è uno di quei film irraccontabili in cui l’atmosfera è tutto, quei film che definiscono un genere e lo proiettano già oltre se stesso (al di là c’è solo la serie B astratta di
Detour
o la follia geometrica di
Rapina a mano armata
di Kubrick). La versione tv, tra l’altro, dovrebbe contenere alcune sequenze reintegrate rispetto alla copia uscita all’epoca nelle sale.
(emiliano morreale)

La leggenda dell’arciere di fuoco

Il cacciatore Dardo viene abbandonato dalla moglie, che gli preferisce il malvagio e tirannico conte Ulrich. Quando quest’ultimo condanna a morte un contadino, Dardo, diventato capo dei ribelli, rapisce Anna, la bella nipote del conte. Nel ruolo del protagonista, Burt Lancaster, ex acrobata di un circo, mette in mostra tutta la propria abilità ginnica. Perfetta anche la Mayo (all’epoca partner quasi fissa delle commedie di Danny Kaye) nei panni dell’eroina.
(andrea tagliacozzo)

20.000 leghe sotto la terra

Durante una notte tempestosa, una ragazza scompare misteriosamente. Seguendo le tracce dei rapitori, il fidanzato della giovane arriva in una città situata sotto il suolo terrestre e abitata da esseri incredibilmente mostruosi. Ultimo lavoro del regista Jacques Tourneur (autore nel 1943 de
Il bacio della pantera
, uno dei film culto del cinema fantastico). La pellicola parte bene, ma poi si perde strada facendo, diventando banale nelle scene ambientate nella città sotterranea.
(andrea tagliacozzo)