Il mostro del pianeta perduto

Sette sopravvissuti a un disastro atomico si ritrovano in una casa-rifugio. Si pone subito il problema dei rifornimenti e l’improvvisa comparsa di un mostro dagli artigli d’acciaio complica ulteriormente le cose. Girato con pochissimi mezzi, ma con grande abilità da Roger Corman, maestro del cinema a basso costo.

(andrea tagliacozzo)

L’uomo del giorno dopo

Lunga, noiosa e pretenziosa allegoria in cui un artista di strada in un futuro post-apocalittico si fa passare per un portalettere americano. In quel ruolo personifica la speranza per molte comunità isolate abbattute dalle crudeli tattiche di un demagogo (Patton, in un’interpretazione monocorde). Un ben intenzionato (ma completo) fiasco. Quello nell’inquadratura finale è il figlio di Costner; una delle sue figlie fa la parte di una portalettere, l’altra canta America the Beautiful. Mary Stuart Masterson compare non accreditata. Panavision.

Fantasmi da Marte di John Carpenter

In un futuro molto vicino Marte è stato colonizzato, ma gli omicidi di massa dilagano in alcuni insediamenti. La gente viene posseduta da vendicativi fantasmi marziani. Tutto è nelle mani di una poliziotta e di un criminale incallito pronti a combatterli. Ordinario, prevedibile e noioso. Senza molta fantasia, le persone possedute dai marziani hanno tutte un look punk/grunge. In sostanza non è altro che il remake di Distretto 13 — Le brigate della morte dello stesso Carpenter. Panavision.

Paycheck

Michael Jennings è uno sviluppatore di progetti ad alto contenuto tecnologico per aziende che lo ingaggiano a suon di dollari e poi cancellano la sua memoria per impedirgli di divulgarne i segreti. Ma dopo aver portato a termine un progetto durato tre anni, non riceve nessun assegno. In banca trova invece una scatola piena di oggetti apparentemente inutili. La cancellazione della sua memoria gli impedisce di comprendere il motivo per cui, gli dicono, ha volontariamente rinunciato al compenso. Con l’aiuto di Rachel, la donna con cui negli ultimi tre anni ha lavorato e vissuto un’intensa storia d’amore, tenterà di risolvere l’enigma e, soprattutto, di capire perché i suoi ex datori di lavoro stanno tentando di toglierlo di mezzo.
Liberamente ispirato all’omonimo racconto scritto da Philip K. Dick nel 1953, il nuovo film di John Woo è un incrocio fra un thriller e un film di fantascienza, descrizione di un mondo in cui tecnocrati senza troppi scrupoli fanno utilizzo di macchine in grado di togliere all’uomo alcune sue facoltà, come quella di ricordare, per poi «regalargliene» altre, come quella di prevedere il futuro. Il regista di Mission: Impossibile 2, colpito dalle questioni di ordine etico sollevate dal racconto di Dick, è riuscito a realizzare un film che pone allo spettatore gli stessi dilemmi, invitandolo a riflettere su ciò che deciderebbe di fare qualora si trovasse nei panni del protagonista. Ben Affleck e Uma Thurman se la cavano con mestiere, nulla più. È invece la sceneggiatura, opera di Dean Georgaris, la parte migliore di un film condito con scene d’azione e sparatorie tipiche delle pellicole dirette da Woo. Imperdibile per i fan di quest’ultimo, un po’ meno per i lettori di Dick e comunque mai noioso, Paycheck diverte senza entusiasmare, perdendo nettamente il confronto con Face Off, il miglior film «americano» del regista di Hong Kong. (maurizio zoja)

2012

Secoli fa i Maya hanno inciso sul loro calendario una precisa data sulla fine del mondo. Gli astrologi hanno analizzato questa profezia, i numerologi hanno trovato dei modelli che la annunciano, i geologi sostengono che è un evento atteso sulla Terra e anche gli scienziati governativi non possono negare il cataclisma di proporzioni cosmiche che attende il nostro pianeta nel 2012. Una profezia nata con i Maya e che ora è stata ben delineata, discussa, messa in evidenza ed esaminata. Arrivati al 2012, non potremo negare di essere stati avvertiti.

Soldier

Nel prossimo futuro, Russell, cresciuto per essere un soldato, viene dichiarato obsoleto, ritenuto morto e scaricato su un pianeta usato come immondezzaio. Diventa amico delle persone che erano finite lì per un incidente tempo prima; poi i suoi vecchi compagni di combattimento si fanno vivi per “ripulire” il pianeta. Russell è bravo, ma il film è ben poco originale, la “scienza” è ridicola e il risultato altamente prevedibile. Per favore torna, cavaliere della valle solitaria!