Ultimatum a Chicago

Un film dalle potenzialità eccellenti si impantana in stereotipi, con Ladd nella parte di un giornalista battagliero in una città completamente corrotta. Rifatto con il titolo Fame Is the Name of the Game, è un noir classico sul finire dell’epoca d’oro del genere, che riassume tratti già decodificati: l’inchiesta, la struttura a flashback. Nonostante ciò, l’orchestrazione di tanti archetipi è a suo modo perfetta.

Oltre Mombasa

Un giovane, recatosi in Africa dove il fratello ha scoperto un giacimento d’uranio in una vecchia miniera abbandonata, apprende da un missionario che questi è stato assassinato dalla misteriosa setta degli uomini-leopardo. Ma la spiegazione non convince il ragazzo. Poco originale film d’avventura che, in mancanza di meglio, indugia non poco sugli splendidi paesaggi africani.
(andrea tagliacozzo)

L’ombra dell’uomo ombra

Nick e Nora indagano su un omicidio all’ippodromo e si imbattono nel solito campionario di personaggi sospetti in questo gradevole quarto episodio della serie, da notare per la rara apparizione (nel ruolo della pupa di un giocatore) della celebre futura insegnante di recitazione Stella Adler. Breve apparizione di Ava Gardner che passa vicino a un’auto all’ippodromo.

Da qui all’eternità

Adattamento sotto tono ma pur sempre vigoroso del romanzo di James Jones sulla vita in una base dell’esercito alle Hawaii poco prima di Pearl Harbor. Il racconto dell’attacco a sorpresa dei giapponesi mescola indimenticabili scene d’azione con veri filmati dei combattimenti. Magnifica la recitazione di tutto il cast, compreso Sinatra al suo “ritorno” nel ruolo dello sfortunato soldato Maggio. Otto Oscar, fra cui miglior film, regia, sceneggiatura (Daniel Taradash), fotografia (Burnett Guffey) e attori non protagonisti (Sinatra e la Reed) e altre cinque nomination. Rifatto nel 1979 come miniserie tv, che a sua volta diede origine a una breve serie.