La statua

Un linguista di fama internazionale si accorge che una statua, in cui la moglie lo ha raffigurato completamente nudo, possiede degli attributi virili che non corrispondono ai suoi. Per l’uomo inizia una interminabile e affannosa ricerca nel tentativo di scoprire l’individuo che ha «ispirato» la consorte. Divertente lo spunto iniziale, un po’ meno lo svolgimento.
(andrea tagliacozzo)

I cannoni di Navarone

In Grecia, durante la seconda guerra mondiale, a un commando alleato viene affidato il difficile compito di attaccare e distruggere una batteria di cannoni tedesca piazzata su un’isoletta, all’imbocco di uno stretto. Spettacolare film bellico tratto dall’omonimo romanzo di Alistair MacLean, ben costruito intorno a un cast d’eccezione. Grande successo di pubblico, tutto sommato ampiamente meritato. Premio Oscar 1961 per gli effetti speciali e due nominations per il film e per la sceneggiatura non originale (di Carl Foreman).
(andrea tagliacozzo)

Casino Royale

Ormai in pensione, James Bond è alle prese con intrighi internazionali complicatissimi, stangone belle e pericolose e un nipote degenere. Negli anni Sessanta, oltre a quelli di Blake Edwards e Richard Lester, si producevano un sacco di film dissacratori anche se non riusciti: operazioni autoreferenziali, piccole e grandi scoperte del camp (era di poco precedente il fondamentale saggio di Susan Sontag). Questa ad esempio è una pellicola assurda, scritta scavalcando un problema di diritti e diretta da cinque registi diversissimi uno dall’altro: tra i quali Val Guest, quello di Quatermass; il grande Huston, che aveva già fatto una cosa simile – ma più divertente – con
I cinque volti dell’assassino
; il montatore e regista di western Robert Parrish… Senza dire dello script, cui mise mano anche Woody Allen (che, possiamo dirlo, fa il cattivo), o degli attori, da Orson Welles a Barbara Bouchet. Però che simpatia quel delirio, e che libertà dissennata e pop in questo film pur noioso e scombinato!
(emiliano morreale)

L’oca selvaggia colpisce ancora

Durante la seconda guerra mondiale, due agenti del servizio segreto inglese vanno in missione nell’Oceano Indiano per distruggere una stazione radio nazista situata a bordo di una nave, apparentemente in disarmo, attraccata al porto di Goa. Nonostante il titolo italiano, il film non ha nulla in comune (a parte l’attore principale e il regista) con
I quattro dell’oca selvaggia
. Comunque, con tutti i suoi limiti, risulta uno spettacolo piuttosto gradevole.
(andrea tagliacozzo)

I tre soldati

Avvincente pellicola avventurosa sullo stile di
Gunga Din
, tratta da un racconto di Rudyard Kipling. Nel secolo scorso, un anziano generale dell’esercito britannico svela ad alcuni giovani ufficiali come riuscì, quando era colonnello in India, a conquistare l’alto grado. Protagonisti della sua storia sono tre soldati che, nonostante un poco esemplare comportamento, in battaglia dimostrano di non avere rivali. Buona la regia di Tay Garnett, considerato da molti un maestro minore (ma non troppo) del cinema americano.
(andrea tagliacozzo)

Invito a cena con delitto

Un eccentrico miliardario ospita nel suo castello cinque celebri investigatori, sfidandoli a risolvere una intricata serie di assassini. Un film che con un pizzico di sforzo in più da parte degli autori (tra i quali lo sceneggiatore Neil Simon) avrebbe potuto essere quasi memorabile. Invece il ritmo è alquanto fiacco, le trovate così così e l’insieme risulta solo a tratti divertente. Gli interpreti, indubbiamente bravi, fanno il verso ad alcuni celebri detective della letteratura e del cinema (Philip Marlowe, Hercule Poirot, Miss Marple…). Ma su tutti spicca un irriconoscibile Peter Sellers, maestro nei trasformismi, nei panni di Sidney Wang (parodia di Charlie Chan).
(andrea tagliacozzo)