Texas oltre il fiume

In Louisiana, un nobile spagnolo sta per sposarsi con una ricca ereditiera, quando un ufficiale di cavalleria, spalleggiato da alcuni commilitoni, lo aggredisce sostenendo che la ragazza s’era già impegnata con lui. Nella rissa che ne segue, il nobile uccide l’ufficiale ed è costretto a fuggire verso il Texas. Una scanzonata commedia western. Spassoso l’attore Joey Bishop nel ruolo di un impassibile indiano. Nell’intento dei produttori, il film avrebbe dovuto lanciare Alain Delon sul mercato americano.
(andrea tagliacozzo)

Zorro

Il pacifista Miguel, nominato governatore della Nuova Aragona, viene misteriosamente ucciso. Il fraterno amico Diego giura di vendicarlo e, prendendone l’identità, assume la carica di governatore. Pur fingendosi un inetto damerino per non allarmare il tirannico colonnello Huerta, Diego all’occasione si trasforma nel leggendario Zorro. Dignitosa (ma tutt’altro che memorbile) versione nostrana delle gesta del celebre spadaccino. Alain Delon se la cava discretamente, anche se il Tyrone Power de
Il segno di Zorro
era davvero un’altra cosa.
(andrea tagliacozzo)

Airport ’80

Sulla scia degli altri tre Airport, ma senza la parata di vecchie glorie cinematografiche che aveva caratterizzato i precedenti. Una giornalista americana sale a bordo del concorde New York-Parigi, condotto da un pilota francese e uno statunitense, portando con sé alcuni documenti che comprometterebbero il suo fidanzato, un illustre magnate dell’industria. Durante il volo, l’aereo è fatto oggetto di una serie di attentati organizzati dall’imprenditore. Un film poco riuscito anche sul piano puramente spettacolare.
(andrea tagliacozzo)

Nuda sotto la pelle

Certe stranezze accadono anche a Cardiff. Una favola moderna, di gusto psichedelico-esistenzialista, su una donna che lascia il marito e in sella alla motocicletta fa visita all’ex amante. Dal romanzo di André Pierye De Mandiargue. Ritoccato rispetto alla versione incensurata, intitolata Naked Under Leather.

Una Rolls-Royce gialla

Dramma ben congengnato di Terence Rattigan che coinvolge i tre proprietari dell’auto sopra citata, con attenzione prestata al lato romantico nella vita dei suddetti; artefatto ma anche ben trattato. Panavision.

Il Gattopardo

Dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, forse il più celebre dei film di Luchino Visconti. Nel 1860, mentre anche in Sicilia spirano venti di rinnovamento sociale e politico, il principe di Salina vede mestamente crollare il suo vecchio mondo. Un lavoro imponente, estremamente raffinato, girato con un uso quasi pittorico dello schermo panoramico (inquadrature molto ampie, anche quando la sintassi cinematografica potrebbe imporre un primo piano). Indimenticabile la lunga sequenza del ballo che venne realizzato in ben 36 giorni di riprese. Vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes ex aequo con Seppuku di Masaki Kobayashi. (andrea tagliacozzo)

La piscina

In una villa, uno scrittore e una giornalista sono in vacanza, quando vengono raggiunti da un ex amante della donna e dalla sua presunta figlia. Le attenzioni che il nuovo arrivato rivolge alla giornalista ingelosiscono lo scrittore. Ben studiate le psicologie dei personaggi, un po’ meno l’andamento del racconto, finale compreso. Primo film del regista Deray con Alain Delon. Ne seguiranno molti altri, compreso il notissimo
Borsalino
, girato due anni più tardi.
(andrea tagliacozzo)