Ragazza dai capelli rossi, La

Durante la seconda guerra mondiale uno studente caparbio diventa un killer di informatori nazisti. Intenso, spaventoso, sobrio, ma lungo e troppo spesso lento. Meno male che ci sono le musiche di Nicola Piovani. Gli speciali effetti del colore si perdono in tv. Ispirato a una storia vera.

Rivolta delle gladiatrici, La

Produzione sontuosa, almeno per gli standard di Roger Corman, ambientata nell’antica Roma e incentrata su un gruppo di donne gladiatrici. Si potrebbe definire un film femminista, ma le attrazioni principali rimangono i fisici statuari della Markov e della Grier. Un remake, nel 2001. Techniscope.

Ringmaster

Una madre e una figlia si dividono un marito/patrigno in un campeggio per roulotte, ma invece di contenderselo in segreto, fanno domanda per scaricare i loro malumori sullo show televisivo di Springer, dividendo camere d’albergo adiacenti insieme ad altri soggetti scelti. Sorprendentemente ben recitato date le circostanze, questa robetta altrimenti indifferente manca di concentrazione e viene completamente rovinata dall’ipocrisia di Springer. Cerca di fare per la carriera del conduttore televisivo quello che Private Parts ha fatto per Howard Stern e non riesce nemmeno in quella modesta impresa.

Rapina a San Francisco

Pedestre carrellata su un trio di giovani irrequieti: l’arrogante Vaughn, che è appena stato cacciato a calci dal college; il confuso Smith, ossessionato da una donna più vecchia; l’insicuro Pittman, che mente alla fidanzata. Trascurabile.

Ritratto di signora

Una bella e ricca americana sposa un avventuriero che la ridurrà in uno stato di sudditanza psicologica. Sembrerebbe un adattamento letterario come tanti altri: i costumi e le scenografie sono quelli, la musica è addirittura Schubert e il cast è perfetto (Malkovich sembra un aggiornamento del Valmont delle Relazioni pericolose, la Kidman si conferma una delle migliori attrici della sua generazione). Il canovaccio jamesiano, coi suoi molteplici fattori di repressione, costringe invece la regista a far esplodere la violenza dei rapporti in frammenti minimi di racconto, a squarciare la vicenda con lampi sempre trattenuti, in costante conflitto con l’epoca, i personaggi, le loro psicologie. Questa tensione diventa l’anima stessa del film. La notte, i sogni, i ralenti, i primissimi piani fanno di questo film un piccolo gioiello di ambiguità, lontano da ogni manicheismo e psicologismo. Due nomination agli Oscar. (emiliano morreale)

Recluta dell’anno, La

Grazioso film per bambini su un ragazzo che, dopo essersi rotto il braccio, scopre di essere un incredibile lanciatore veloce a baseball, il che gli fa guadagnare la fama di nuova star come pitcher per i Chicago Cubs. Questa innocua (quasi troppo) e a volte poco sottile commedia fantasy ha una trama inconsistente, ma attua tutte le mosse giuste per intrattenere il pubblico giovane a cui mira. Al suo primo lungometraggio, al regista Stern viene affidata la parte più stupida nel film, quella di un allenatore di lancio idiota. John Candy compare non accreditato nei panni di un suscettibile annunciatore radio dei Cubs. Simile nella premessa al film del 1954 Roogie’s Bump.