p &b;– Il teorema del delirio

Un genio della matematica è ossessionato dall’idea che l’ordine corretto dei numeri possa conquistare il mercato azionario o determinare l’identità di Dio, eppure il disordine della sua vita lo ritrova sull’orlo della pazzia. Girato in 16mm in un bianco e nero simile a inchiostro con circa 60.000 dollari, questo film è davvero originale e cattura subito l’attenzione. Ben recitato da un cast di attori sconosciuti e — si spera — precursore di opere a venire del regista. Co-sceneggiato da Aronofsky, Eric Watson e Gullette.

P.K. and the Kid

Storia morta sul nascere sui tornei di braccio di ferro (realizzato diversi anni prima del classico di Sylvester Stallone Over the Top ma uscito solo più tardi) che mette in squadra il possente Le Max con l’adolescente in fuga Ringwald su una strada che non porta in nessun posto. Con quel cast e un’atmosfera che ricorda Una volta ho incontrato un miliardario con Le Mat, questo film avrebbe dovuto essere più interessante.

P.S. I love you – Non è mai troppo tardi per dirlo

Holly Kennedy (Hilary Swank) non può chiedere di più dalla vita: è bella, intelligente e sposata con l’amore della sua vita, l’impetuoso irlandese Gerry (Gerard Butler). Quando la vita di lui viene interrotta da una grave malattia, anche l’esistenza di Holly cambia radicalmente. Gerry però ha pianificato tutto prima di andarsene.
Gerry ha scritto a Holly una serie di lettere che la aiuteranno non solo a superare il suo dolore, ma anche a conoscere se stessa.

P.S. Ti amo

Un’impiegata ultratrentenne all’ufficio ammissioni della Columbia University (Linney) è ferma in carreggiata fino a quando non entra in contatto con un avventato aspirante studente (Grace) che le ricorda in modo inquietante un vecchio fidanzato deceduto da tempo. La Linney e la Harden sono sempre guardabili, ma i personaggi sono caricature e il dialogo è artificioso, perfino divertente senza intenzione. Co-sceneggiato da Kidd e da Helen Schulman, basato sul romanzo di quest’ultima.

P.S. Your Cat Is Dead

Questa versione cinematografica del romanzo del 1972 di James Kirkwood e della commedia teatrale del 1975 è un lavoro fatto chiaramente con amore da Guttenberg alla sua prima regia, ma alcune cose era meglio lasciarle sulla pagina. La premessa, datata, è che un attore perseguitato dalla sfortuna lentamente si “rivela” a un ladro durante un’intrusione nella sua casa che ha ripercussioni irreversibili per tutti quelli coinvolti. Questo claustrofobico film ambientato in un unico set presenta stereotipi che appaiono terribilmente datati. L’unico personaggio per cui possiamo provare ad avere simpatia è il gatto, che non si vede mai.

PA-RA-DA

PA-RA-DA racconta la vera storia del clown di strada Miloud Oukili, il suo arrivo in Romania nel 1992, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu e il suo incontro con i bambini dei tombini, i cosiddetti “boskettari”. I bambini vivono da straccioni, dormono nel sottosuolo di Bucarest, nelle grandi condotte dove passano le tubature del riscaldamento, e sopravvivono di espedienti, piccoli furti, accattonaggio e prostituzione. Miloud entra in contatto con questi ragazzi di strada e conquista la loro fiducia e il loro affetto, utilizzando coe mezzo di comunicazione le arti circinsi e clownesche, riuscendo tra mille difficoltà a creare una vera e propria compagnia circense, portando il loro spettacolo prima nella piazza principale di Bucarest, poi in tutta Europa.

Pace separata

L’apparentemente edificante vicenda di due compagni di stanza in una scuola di specializzazione negli anni Quaranta, presa dal sopravvalutato romanzo di John Knowles, farebbe vomitare chiunque. La storia è debole, la recitazione dilettantesca e la regia non ha la minima sensibilità verso l’epoca descritta. Un fallimento totale. Rifatto per la tv nel 2003.