Più bel casino del Texas, Il

Musical sfavillante, tratto da un grande successo di Broadway, che avrebbe potuto essere molto meglio. La trama: Reynolds, nei panni dello sceriffo, cerca di evitare la chiusura di un popolare bordello la cui tenutaria è la sua fidanzata. La Dolly è deliziosa, e la sua canzone I Will Always Love You arrivò al top delle classifiche nel 1974 e poi di nuovo nel 1992, reinterpretata da Whitney Houston per la colonna sonora di Guardia del corpo. Peccato che a volte il film tenti di diventare più “serio”, senza riuscirci. Panavision.

Prime

New York, Manhattan. Rafi è una produttrice cinematografica separata di recente. Un giorno incontra il giovane David ed è amore a prima vista. Tra i due ci sono quattordici anni di differenza e, come se non bastasse, la madre di lui, Lisa, è la terapista di lei. Riuscirà a decollare questa relazione?

Pinocchio

Forse il capolavoro di Disney. Zio Walt, per il suo secondo lungometraggio dopo Biancaneve e i sette nani , si ispira (liberamente) alla fiaba di Collodi con protagonista il burattino che, grazie all’intervento della Fata Turchina, diventa un bambino vero. Ma prima deve dimostrarsi «bravo, coraggioso, disinteressato». Intanto, però, casca nelle tentazioni del Gatto e della Volpe, di Mangiafuoco e di Lucignolo, riscattandosi nel finale quando va a salvare Babbo Geppetto nella pancia della Balena. Tre anni di lavorazione, oltre 750 animatori, un milione di disegni, 80 musicisti, due Oscar. E una innovazione sorprendente, per allora: l’uso della multiplane camera , che consentiva la profondità di campo poco usata in Biancaneve e i sette nani e sperimentata con più insistenza in The Old Mill , un corto del ’37. Efficacissima, nella scena iniziale, la zoomata dal cielo stellato al villaggio addormentato che si restringe alla casa e poi alla finestra di un «intagliatore di legno», Geppetto. E anche al risveglio del villaggio, quando suona la campana e le colombe bianche volano, mentre la camera «si sposta» nelle stradine del villaggio con i bambini che vanno a scuola (solo questa scena, di una manciata di secondi, costò alla Disney 45 mila dollari di allora). La lavorazione subì vari intoppi, il primo lo volle proprio Walt (che stava già lavorando a Fantasia e Bambi ), non soddisfatto dal personaggio di Pinocchio di cui strappò un lungo pezzo di pellicola già pronta: così, con scarsa aderenza all’originale, gli animatori lo resero più umano che burattino, a parte le gambine con le giunture. Ma anche più ingenuo (chiede sempre stupito «Perché?») che discolo (il Pinocchio di Collodi è davvero birbante e lavativo), più vittima dei cattivi compagni di strada che complice furbetto e compiaciuto. Tanto che gli eredi di Collodi denunciarono le storpiature dall’originale. L’esercito di maghi della matita che lavorarono per Disney crearono meravigliosi disegni di sfondo (la bottega di Geppetto, con i carrillon, gli orologi a cucù e i giocattoli animati; le figure di Figaro il gatto e di Cleo la pesciolina rossa; il teatrino di Mangiafuoco con le olandesine o le ballerine di can can; il Paese dei Balocchi; il mare minacciato dalla balena lunga un chilometro…). Fantastico il Grillo Parlante, che dorme in una scatola di fiammiferi e danza sulle corde di un violino, e assume sempre più importanza nella storia, più dello stesso Pinocchio, mentre Geppetto è una figura di secondo piano, che deve solo suscitare tenere emozioni. Enorme fu la cura dei particolari (c’è persino una Gioconda sfregiata nel Paese dei Balocchi, dove i bambini possono bere, fumare, giocare a biliardo e rompere quello che vogliono) e l’impiego di effetti speciali, tanto che in alcune scene si ricorse ad autentica pioggia. Non mancano come in altri film di Walt Disney, le scene drammatiche che, però, non dovevono spaventare troppo i bambini e quindi sono state «ammorbidite»: la crescita del naso di Pinocchio quando racconta le bugie alla Fata Turchina, la trasformazione di Lucignolo in ciuchino e quando Geppetto piange perché crede Pinocchio morto (come quando Mowgli piange l’orso Baloo). Quando Pinocchio uscì nel febbraio del ’40, fu accolto tiepidamente dal pubblico. Ma in Europa era appena scoppiata la guerra e forse la gente non sentiva il bisogno di andare al cinema per vedere una fiaba. (raffaella rietmann)

Pionieri del West, I

Tratto dal romanzo di Edna Ferber che racconta la storia di una famiglia americana e degli effetti della costruzione dell’impero americano nel West dal 1890 al 1915. Vincitore dell’Oscar come migliore film e miglior sceneggiatura (Howard Estabrook), è parecchio vecchiotto, soprattutto l’interpretazione dell’anziano Dix… ma vale sempre la pena vederlo. Rifatto nel 1960.

PELHAM 1-2-3: Ostaggi in metropolitana

Denzel Washington è Walter Garber, un dipendente della metropolitana di New York, che vede trasformarsi una normale giornata di lavoro in un incubo ad occhi aperti. Si trova coinvolto in un crimine estremo: il dirottamento di un treno della metropolitana. John Travolta interpreta Ryder, il criminale a capo di un gruppo armato composto da altre quattro persone ed ideatore della pericolosa manomissione. Il malvivente minaccia di uccidere i passeggeri del treno, a meno che non venga pagato loro un ingente riscatto. Tempo per la consegna del denaro: un’ora. Mentre la tensione sale Garber sfrutta la sua vasta conoscenza della rete metropolitana per costringere Ryder in una battaglia di astuzie e salvare gli ostaggi. Eppure c’è un enigma che l’impiegato non riesce proprio a risolvere: anche se i ladri otterranno i soldi, come faranno a scappare?

Pranzo di Natale, Il

Penetrante analisi su tre sorelle che devono affrontare i loro problemi e le loro differenze (per non parlare dei loro genitori separati da molto tempo) mentre si avvicinano le vacanze di Natale. Un antidoto rinfrescante a tutti quei mielosi film di stagione. Debutto alla regia per la Thompson, una delle maggiori sceneggiatrici francesi, che ha scritto in collaborazione con il figlio Christopher (che interpreta Joseph). Super 35.