Operazione Crossbow

Durante la seconda guerra mondiale, i servizi segreti inglesi apprendono che la Germania è impegnata nella costruzione di armi sempre più sofisticate. Tre agenti britannici riescono ad infiltrarsi sotto mentite spoglie in una fabbrica tedesca dove la progettazione di un missile di micidiale potenza sta per essere ultimata. Film bellico senza infamia e senza lode, con qualche buona sequenza d’azione, ma anche non poche lungaggini. Poco più che una partecipazione speciale per la Loren. (andrea tagliacozzo)

Outlaws Is Coming, The

L’ultimo lungometraggio dei Three Stooges è uno dei loro migliori, con un po’ di satira pungente e una bella atmosfera da western, in cui i ragazzi, il loro pusillanime amico (West) e Annie Oakley (Kovack) combattono contro un esercito di pistoleri e un affettato imbroglione. Alcuni conduttori di show televisivi per bambini su reti locali compaiono nel ruolo di fuorilegge, Gibson in quello di un moderno pellerossa.

Obiettivo “Brass”

Thriller che ipotizza che il Generale Patton (Kennedy) sia stato assassinato subito dopo la seconda guerra mondiale, a causa di un furto di preziosi perpetrato da suoi subordinati. La trama confusa è la pecca maggiore del film; che però si può avvalere di un von Sydow stellare, nei panni dell’assassino. Panavision.

Occidente

Occidente
è un film inconsueto nel panorama cinematografico italiano contemporaneo. Duro, intransigente, impietoso, fatto in assoluta povertà di mezzi, osa raccontare la storia di una donna che all’indomani della rivoluzione rumena (evocata all’inizio attraverso le immagini di un documentario girato da Salani a Bucarest) si rifugia in Italia, a Treviso, in quel Nord-Est che fatalmente assomiglia sempre più a una Romania post-dittatura svenduta agli americani.

È questa una delle intuizioni coraggiose di Corso Salani, che con una regia minimalista e a tratti faticosa, al limite del fenomenologico, riesce a trasmettere l’angoscia di una estraneità non riconciliabile. Non a caso la vicenda che muove il film – anzi sarebbe meglio dire che lo immobilizza – ha come set i luoghi limitrofi alla base militare di Aviano, tra soldati americani, immigrati dell’est e popolazione autoctona, in una carrellata di situazioni che restituiscono un’atmosfera pietrificata.

Corso Salani (foto) ci aveva abituati, sin dall’esordio nel 1990 con
Voci d’Europa
, a toni malinconici e sospesi, ma qui raggiunge un’essenzialità che è frutto, probabilmente, di una constatazione amara e «mortale», che non ha come oggetto la condizione difficile di chi tenta di ricostruire una nuova vita in una terra straniera, bensì la consapevolezza che questo «occidente» non è per nessuno il Paese dei Balocchi che si vuol far credere. Non lo è né per chi è lasciato ai margini, né per chi è ufficialmente integrato, come il professore di lingue in tutto e per tutto speculare alla ragazza rumena: due estranei in un mondo che non li riconosce e non li vuole. Lui lontano dalla sua Toscana cristallizzata in un’istantanea da cartolina per turisti, lei lontana dalla sua Romania disciolta sotto i fuochi della rivoluzione e ora necessariamente in sfacelo. Due facce di uno stesso destino per chi, come Salani, vede oltre e prefigura senza filtri né veli – di genere o autoriali – l’Occidente dell’umanità come un continente alla deriva. Il finale aperto è una domanda: il cinema migliore non dà spiegazioni.
(dario zonta)

Oceano di fuoco — Hidalgo

Thomas Howell. Perfetto Mortensen nei panni del disincantato cowboy Frank T. Hopkins, che si recò fino in Arabia per partecipare alla più lunga e pesante competizione equestre della storia insieme al suo stallone Hidalgo. Un’avventura vecchio stile ambientata nel 1890 e impreziosita dal veterano Sharif nel ruolo dello sceicco che finanziò la corsa. Sull’ispirazione di questa “storia vera” si può dubitare, ma il divertimento non manca. Scritto da John Fusco. C’è anche Malcolm McDowell, non accreditato. Panavision.