L.A Confidential

La storia viene da un romanzo di James Ellroy, uno dei più fortunati e acuti esploratori della letteratura di genere: siamo nei paraggi di Hollywood, dove le indagini di tre poliziotti perdenti scoperchiano il solito nido di vipere. Ma oltre alla perfetta cinefilia, che regala a Kim Basinger il ruolo più bello della sua carriera (una triste attrice-prostituta sosia di Veronica Lake), questo film si distingue per la sua particolare sincerità. Ci si appassiona senza mezzi termini e senza retrogusti camp, e il dolore della pagina di Ellroy viene conservato, giusto un po’ ammorbidito nella bellissima fotografia di Dante Spinotti (virtuosistica la sparatoria finale). Un gran bel film hollywoodiano, fiero di esserlo, che – se non tocca le altezze del Polanski di
Chinatown
– esibisce comunque una confezione tra le più impeccabili del cinema americano di genere negli ultimi anni.
(emiliano morreale)

L.A. Confidential

Vivido racconto d’atmosfera ambientato nella Los Angeles degli anni Cinquanta percorsa da una serie di poliziotti corrotti — tra i quali uno, Spacey, lavora fianco a fianco con un giornalista di un tabloid scandalistico. L’integerrimo Pearce pensa tuttavia a costruirsi una carriera superando gli sporchi affari del dipartimento di polizia. L’adattamento (vincitore di un Oscar) del regista Hanson e di Brian Helgeland del romanzo di James Ellroy è un po’ lungo, ma avvincente e dettagliato. Oscar come migliore attrice non protagonista a Kim Basinger, che interpreta il ruolo di una prostituta di alto bordo che assomiglia a Veronica Lake. Super 35.

L’abbraccio perduto

Nitido. Il giovane regista e produttore argentino Daniel Burman, classe 1973, confeziona un film povero di mezzi ma ricco di sentimenti che ha convinto la giuria della Berlinale a conferirgli l’Orso d’argento. Di tre anni più giovane il protagonista della pellicola, Daniel Hendler, che pure ha vinto l’Orso d’argento. Ma andiamo con ordine…
Nella piccola comunità ebraica del quartiere Once di Buenos Aires, formata principalmente da commercianti, vive la leggenda del papà di Ariel (Daniel Hendler), andato a combattere in Israele appena dopo la sua nascita. «Uno non va a tagliare il pene ai figli per poi sparire per vent’anni, così come se niente fosse. Non è giusto», è la convinzione del giovane. Per fuggire al proprio passato e a un presente fatto di decadenza e smarrimento per la crisi economica che attanaglia il Paese, Ariel medita di chiedere il passaporto polacco e andare a terminare in Europa gli studi di Architettura interrotti per aiutare la madre (Adriana Aizenberg) nel suo negozio di biancheria intima femminile. Ma gli eventi prenderanno una piega inaspettata. Varsavia attenderà invano…
Burman, al suo terzo lungometraggio, centra il bersaglio con una pellicola minimale, fatta di dialoghi, emozioni, fulminanti e divertenti istantanee sulla precarietà determinata dalla crisi economica. Ambientata nella comunità ebraica di Buenos Aires, la narrazione acquista un respiro più ampio, nella quale gli echi della Storia del secolo passato risuonano senza retorica. Burman, produttore tra l’altro di Garage Olimpo di Bechis e dei Diari della motocicletta di Salles, nei cinema proprio in questi giorni dopo i consensi ottenuti al recentissimo Festival di Cannes, rappresenta oggi il volto di un’Argentina giovane e determinata che vuole reagire alle traversie attuali con un cinema povero di mezzi ma ricco di idee. Una lezione forse appresa proprio dalle nostre parti, qualche anno fa. Nitido.
(enzo fragassi)

L’abbuffata

In un piccolo e suggestivo borgo calabrese, un gruppo di quattro giovani amici decide di girare un film e in questo modo sconvolgere la vita della cittadina. Dalla banda del paese al cinico regista “guru” (Diego Abatantuono) ritiratosi a vita da eremita, dalle zie che aspettano ancora l’amor al professore d’inglese (Nino Frassica), dal parroco alla barista (Donatella Finocchiaro), per finire alle stelle del mondo del cinema, al di là dei confini della Calabria, tutti rimangono coinvolti dall’energia, dalla magia e dalla semplicità con cui i quattro ragazzi vogliono costruire un presente e un futuro diverso. E per la grande stella (Gérard Depardieu) che ha accettato generosamente di atterrare in Calabria, in compagnia della fidanzata (Valeria Bruni Tedeschi) per girare il loro film, i giovani amici con l’aiuto di tutto il paese prepareranno una grande festa.

L’abominevole dottor Phibes

Dato per defunto in un incidente stradale, che invece lo ha solo orribilmente sfigurato, Anton Phibes vuole vendicarsi della morte dell’adorata moglie, uccisa anni prima dall’imperizia di un’équipe di chirurghi. L’uomo inizia ad eliminare tutti i medici uno ad uno ispirandosi alle dieci piaghe d’Egitto. Un horror notevole, per tensione e inventiva, letteralmente dominato dall’istrionica interpretazione di Vincent Price. Il personaggio di Phibes tornò l’anno seguente in
Frustrazione,
seguito di questa pellicola.
(andrea tagliacozzo)

L’acchiappadenti

Derek Thompson è un arcigno giocatore di hockey il cui soprannome dipende dall’abitudine di rompere i denti ai propri avversari. Quando Derek infrange i sogni di un giovane sportivo, è costretto a una settimana di duro lavoro come Fatina dei denti, dotata di ali e di bacchetta magica. All’inizio, Derek non riesce nel suo compito, lamentandosi e cadendo spesso, mentre tenta di non farsi notare nelle case di perfetti sconosciuti e svolgendo le varie funzioni di una fatina. Ma lentamente Derek si adatta al nuovo ruolo e comincia a riscoprire i suoi sogni dimenticati.

L’Acchiappasogni

Questo adattamento di un romanzo di Stephen King sembra l’unione di tre o quattro film in uno solo. La storia migliore è quella iniziale, in cui quattro vecchi amici d’infanzia dotati di poteri extrasensoriali si ritrovano per un weekend nella loro casa isolata nella foresta, dove tutto è pazzescamente strano. Poi entriamo in un film su un mostro chiacchierone, in uno sulla paranoia dei militari, in una tipica immagine nostalgica della giovinezza di King e in altro ancora. Prima di avere raggiunto l’apice, è difficile riuscire a provare interesse in alcun modo. Sceneggiatura di Kasdan e di William Goldman. Super 35.