Kick Ass

Dave Lizewski è uno studente del liceo che vuole diventare un supereroe, come quello dei fumetti. Deriso dagli amici e snobbato dalla ragazza che ama, decide di trasformarsi in Kick Ass, un giustiziere in tuta verde e boots gialli con la missione di ripulire le strade di New York dal crimine. Non sarà così facile però e il giovane dovrà faticare non poco per mettere i bastoni tra le ruote al boss Frank D’Amico: in suo aiuto arriveranno due insospettabili esperti del “kick assing”, Hit Girl e Big Daddy.

Kind Lady

Raccappricciante filmino giallo su una gentile signora anziana (Barrymore) che è truffata da un fascinoso (Evans), che le prende la casa, e la vita. Wynn è particolarmente efficace come maggiordomo/delinquente. Scritto da Edward Chodorov e tratto da una sua pièce. Il soggetto era già stato portato sullo schermo nel 1936.

Kimberley Jim

Musical trascurabile di due giocatori d’azzardo spensierati che vincono una miniera di diamanti in una partita di poker e poi cambiano il loro modo di sentire. Rara apparizione sullo schermo dell’ex cantante country Reeves. Scanoscope.

Koda, fratello orso

Tre fratelli, Sitka, Denahi e Kenai, vivono nell’era glaciale al tempo dei mammuth. Kenai, il più piccolo, sta per ricevere il totem: la sciamana del suo villaggio gli dona un amuleto simbolo dell’amore… Non che il ragazzo gradisca. È uno spirito un po’ prepotente e ribelle, più che amorevole. E anche spavaldo e incosciente. Quando scopre che un orso gli ha rubato la cesta con i pesci, si getta all’inseguimento per ucciderlo. I fratelli gli vanno in soccorso. E Sitka sacrifica la sua vita per salvare quella del fratellino. Che ucciderà l’animale e, come lezione degli spiriti divini, sarà trasformato in orso. E qui cominciano le avventure di Kenai-orso, del suo giovane amico Koda e dei due alci svitati, Fiocco e Rocco…
Arriva da casa Disney puntuale ogni anno un nuovo cartone animato (capolavori Pixar a parte). E Koda, fratello orso è un cartone molto, molto tradizionale, un po’ Tarzan, un po’ Bambi, un po’ Libro della giungla, figlio degli stessi animatori di Lilo&Stich e Mulan. Una storia di uomini e di animali, ma soprattutto di animali, che ne escono, come nella migliore tradizione di Zio Walt, superiori e vincenti. Il film si divide in due parti nette. La prima, più fosca, quando Kenai è ancora un ragazzo. Venti minuti di autentico terrore per i più piccini che devono vedersela con un fratello morto precipitando da un crepaccio, inseguimenti, minacce, urla, oltre alla povera mamma orsa colpita a morte. E non si capisce perché non si possa più rinunciare al terrore (certo si piangeva anche con Bambi, ma c’era solo il colpo di fucile, e ci si spaventava con la strega di Biancaneve…) e a certi toni cupi giustificati dai fini educativi… Decisamente più distesa e più divertente la seconda parte, quando Kenai si trasforma in orso, quando incontra il simpatico Koda e i due alci imbranati. I prati si colorano di fiori, il bosco si popola di animaletti deliziosi (scoiattoli, leprotti, tartarughe, cerbiatti…), si ride alle battute dei personaggi. E anche il tratto del disegno si fa più dolce e accattivante. Molto belli – di sapore quasi antico e per questo molto graditi – gli sfondi (800 realizzati da 18 artisti), simpatici gli orsi, splendide le alci, più spigolosi gli umani: per questo film la Disney ha risfoderato la vecchia arma del disegno a mano, unito alla computer graphic in 2D (forse l’ultima realizzazione bidimensionale della storia Disney). Insomma, un filmetto piacevole. Di buoni sentimenti, molto prevedibile, naturalista, animalista, senza grandi emozioni (paura iniziale a parte), didascalico al punto giusto, disneyanamente corretto (cadaveri a parte) e però senza una grande presa sullo spettatore. Francamente poco emozionante quello sconvolgimento delle Luci del Nord quando gli Spiriti Superiori trasformano Kenai nell’essere che odia di più, l’orso. L’autore delle canzoni dell’edizione americana è Phil Collins che canta anche nella versione italiana una colonna sonora non proprio memorabile… Da non perdere, invece, i titoli di coda. (d.c.i.)

Kate & Leopold

Un geniale eccentrico (Schreiber) riesce a trovare un ingresso nel tempo e trasporta un gentleman del XIX secolo nella New York del XXI secolo, dove conosce una donna interessata a far carriera che è tanto estranea al suo conoscente come lui lo è per lei. Commedia intelligente, buffamente romantica che va oltre, dato che il finale è una conclusione prevista. Jackman è affascinante, e Meyer è molto comico nella parte del fratello attore di Ryan.

Kipps

Meticoloso adattamento del racconto di H.G. Wells su un negoziante che eredita dei soldi e cerca di intrufolarsi nella società. Sceneggiato fedelmente da Sidney Gilliat, ma nel complesso un po’ noioso. Base per il musical Half a Sixpence. La versione americana, uscita con il titolo The Remarkable Mr Kipps, dura 82 minuti.

Killer Machine

Lo spirito di un serial killer in punto di morte viene risucchiato dentro l’unità centrale di un computer a Cleveland. Da qui egli continuerà a perseguitare il suo ultimo bersaglio, una madre single (Allen), uccidendole gli amici e rovinandole la reputazione. Prevedibile e ridicolo.