Hired to Kill

Thompson, mercenario di professione, si spaccia per uno stilista gay per far evadere il leader ribelle Ferrer da un carcere latino-americano. La sua squadra commando: sei splendide ragazze travestite da modelle! Ben realizzato, ma di una stupidità da brivido.

Hedwig – La diva con qualcosa di più

Per fuggire da Berlino Est il giovane Hansel decide di cambiare sesso e sposarsi con un americano, aiutato dalla madre che gli cede il suo passaporto. L’operazione non riesce perfettamente e in più, oltre a essere stato piantato dal suo compagno, dopo due mesi il muro crolla. Da quella tragedia riesce a reagire e, andato in America, inizia una carriera da drag queen rocker. Ma un amore deluso complica il tutto. Premiato al Sundance Film Festival come migliore regia e premio del pubblico, al Festival di Berlino Teddy come Migliore film, al Festival di Deauville Gran Premio della Giuria, premio della critica e del pubblico, al San Francisco Film Festival premio del pubblico e a Seattle migliore attore. Insomma, un curriculum di tutto rispetto, per non parlare delle critiche di alcuni tra i più importanti giornali a stelle e strisce: «Il miglior film musicale di tutti i tempi» (
Rolling Stone Magazine
), «Se
Rocky Horror Picture Show
oltre che un cult movie fosse stato un film migliore, si sarebbe avvicinato a Hedwig» (
New York Post
). Una bella storia, ben interpretata e ben diretta. Montaggio convincente, musiche da far ballare sulla sedia e trovate davvero geniali. Effettivamente è un bel film, un gran bel musical moderno. Molti l’hanno definito un incrocio tra
The Rocky Horror Picture Show
e
Priscilla la regina del deserto
, ma
Hedwig
è molto più surreale, ironico, sagace e pungente dei suoi predecessori.
(andrea amato)

House on Skull Mountain, The

Aspettando la lettura del testamento, un gruppo di parenti incontra creature misteriose in una dimora del Sud infestata dai fantasmi. Un esempio di horror “black” (ma con un eroe bianco!), non particolarmente sanguinario ma neppure particolarmente riuscito.

Homecoming

Gable e la Turner si concedono un’eccitante storia d’amore fra le trincee della seconda guerra mondiale, ma ciò non basta a sostenere 113 minuti di estenuante melodramma. Uno fra i più infelici film di Gable.

Hamlet

L’immortale opera del Bardo, nell’interpretazione filologicamente corretta di Branagh, vive di alti e bassi. L’aggiornamento della vicenda alla seconda metà del XIX secolo smorza “a prescindere” eventuali critiche a un cast modaiolo. Jacobi (Claudio), la Christie (Gertrude) e la Winslet (Ofelia) ne escono a testa alta, benché Branagh caratterizzi la messa in scena con lo stesso approccio sopra le righe tipico di tanti suoi film. Molto discontinue anche le comparsate delle “guest star”. Splendidamente fotografato in 70mm da Alex Thomson. Panavision Super 70. Quattro nomination agli Oscar.

Hell Divers

Beery e Gable sono due assi della Naval Air Force in competizione in questa gradevole ma prolissa pellicola Mgm, zeppa di “numeri” aerei. Nel ruolo di un marinaio c’è un giovanissimo Robert Young.