B. Monkey — Una donna da salvare

Un tranquillo insegnante inglese si innamora di una rapinatrice di banche che sta cercando di lasciarsi alle spalle un passato criminale. Radford delude un po’, dopo il convincente Il postino, e il film serve soprattutto ad Asia Argento, figlia del maestro dell’horror, per guadagnare visibilità. Girato nel 1996.

B.O.R.N.

Un’organizzazione criminale rapisce bambini e ragazzi per le strade di Los Angeles, per utilizzarli come donatori di organi. A rovinarne i piani arrivano Hagen e un suo amico ex poliziotto (Howell). La pellicola ha i suoi bei momenti, anche se ci sono troppi personaggi e troppe sparatorie. Il titolo è l’acronimo di “Body Organ Replacement Network”.

Baadasssss!

Dopo i primi assaggi di successo hollywoodiano all’inizio degli anni Settanta, Melvin Van Peebles decide di produrre un film senza compromessi, totalmente dal punto di vista di un afro-americano (Sweet Sweetback’s Baad Asssss Song), e deve adottare tattiche di guerriglia per terminare l’impresa. Nessuno viene risparmiato, neppure suo figlio Mario: il giovane Van Peebles è straordinario nei panni di suo padre ed è in grado di farci sentire veramente testimoni di questa incredibile storia vera. Il regista John Singleton fa una comparsata come disc jockey, Troy Garity appare non accreditato.

Baarìa

Gli amori, i sogni, le speranze e le delusioni di una intera comunità siciliana nella piccola Bagheria, visti attraverso gli occhi di di tre generazioni: da Ciccio Torrenuova al figlio Peppino, sino al nipote Pietro. Negli anni del Fascismo, Ciccio è un modestissimo pecoraio che trova il temo per dedicarsi al suo mito: i libri, i poemi cavallereschi, i grandi romanzi popolari. Nella stagione della fame della Seconda Guerra Mondiale, suo figlio s’imbatte nell’ingiustizia e, seppur ignorante, si appassiona alla politica, diventando pian piano un assessore del Partito Comunista.

Babar il re degli elefanti

Nella rinnovata pluralità del cinema d’animazione presente sugli schermi italiani, una sua puerile dignità va riconosciuta a
Babar il re degli elefanti
, che contende a
Dinosauri, Galline in fuga, Pokémon 2
e
Principi e principesse
il primato natalizio. Il fascino, ma anche il limite, di Babar sta nel suo rigidissimo target infantile: si tratta infatti di una fiaba edificante molto mirata, dove il tema del rispetto della natura così come la condanna della violenza e del degrado della società civile emergono con elementare linearità dalla parabola del gentile e sveglio elefante Babar. Il quale riesce ad ambientarsi benissimo in città (arriva persino a guidare l’auto) senza per questo dimenticare la giungla. Nel tentativo di creare una «città ideale» degli animali, Babar sperimenterà la tolleranza e la democrazia divenendone il leader buono, illuminato e giusto. Insomma, un film educativo, lieve e delicato come il suo tratto grafico.
(anton giulio mancino)