Super Nacho

Idea estremamente insolita per questo film in cui Black interpreta un frate messicano che la notte lavora da wrestler mascherato per raggranellare qualche soldo per il suo orfanotrofio. La coinvolgente stupidità di Black ha la possibilità di mettersi in mostra nel contesto di assoluto umorismo che vi aspettereste dal regista e dagli sceneggiatori di Napoleon Dynamite, ma non fa ridere come dovrebbe. Co-prodotto da Black.

Mad Jake

Pellicola macabra e splatter, ma con tocchi ironici; il protagonista è un maniaco religioso (Nelson) che fa a pezzi i malcapitati turisti che finiscono nelle sue grinfie. Sconsigliato ai deboli di stomaco: si narra che il pugile Evander Holyfield, produttore esecutivo del film, abbia sfidato alcuni suoi colleghi a vedere l’intero film senza distogliere lo sguardo… ma nessuno sia riuscito nell’impresa.

Michael Collins

La storia di forte connotazione politica del leader ribelle Collins (Neeson), che con fascino, fegato e fervore idealistico conduce la battaglia contro il dominio inglese negli anni Dieci e Venti. La prima metà, dinamica e intensa, lascia posto a una conclusione più sobria e inevitabile, nella quale Collins è costretto a divenire un diplomatico e uomo di compromesso, gettando le premesse della sua stessa fine. Neeson è eccellente e circondato da un cast di prima categoria in questo film in costume convincente, credibile e violento, con la bella fotografia di Chris Menges. Jordan è anche sceneggiatore.

Supercop

Questo terzo film della serie trae grande beneficio dalla presenza di Michelle Khan, anche lei nota star dell’action. Le due star interpretano dei poliziotti che fanno squadra contro i contrabbandieri di droga. I momenti clou includono la Khan che salta in moto su un treno in corsa e Chan che dondola da un elicottero che sta sbandando. La trama rallenta a volte, ma le sequenze action culminanti compensano. La versione uscita in America nel 1996 è stata ridotta a 91 minuti e ridoppiata in inglese con una nuova colonna sonora. Seguito da Police Story IV: Crime Story. Technovision.

Amelia

Dopo essere stata la prima donna a sorvolare l’Atlantico, Amelia Earhart si trova catapultata nel ruolo, per lei nuovo, di eroina americana: la leggendaria “dea della luce” è nota per il suo carisma e il suo coraggio incontenibile. Eppure, nonostante la fama raggiunta, la determinazione a flirtare con il pericolo e il desiderio di mettersi alla prova non vengono mai meno. Amelia è stata fonte d’ispirazione per tante persone, dalla First Lady Eleanor Roosevelt agli uomini che più le sono stati vicini: il marito, il magnate della stampa e suo fermo sostenitore George P. Putnam, e il vecchio amico nonché amante, il pilota Gene Vidal. Nell’estate del 1937, Amelia intraprende la missione più difficile della sua vita: il volo in solitario intorno al mondo, che lei e George attendevano con ansia di compiere, consapevoli che, qualunque fosse stato l’esito, il viaggio avrebbe suscitato un clamore eclatante e sarebbe stato argomento di discussione per molti anni successivi.

Operazione Crossbow

Durante la seconda guerra mondiale, i servizi segreti inglesi apprendono che la Germania è impegnata nella costruzione di armi sempre più sofisticate. Tre agenti britannici riescono ad infiltrarsi sotto mentite spoglie in una fabbrica tedesca dove la progettazione di un missile di micidiale potenza sta per essere ultimata. Film bellico senza infamia e senza lode, con qualche buona sequenza d’azione, ma anche non poche lungaggini. Poco più che una partecipazione speciale per la Loren. (andrea tagliacozzo)

Crazy Moon

Passabile, anche se un po’ stereotipato: Sutherland è un ricco ragazzino alienato che si innamora dell’allegra e indipendente — ma sorda — commessa Vaughan. Titolo originale: Huggers.

Siddhartha

Versione discontinua del romanzo di Hermann Hesse: un giovane indiano lascia la famiglia in cerca di una vita più eccitante. Un po’ troppe pretese artistiche, ma le riprese sui luoghi dell’azione di Sven Nykvist (il direttore della fotografia di Ingmar Bergman) sono spesso splendide. Panavision.

Duets

Tre buoni a nulla vengono messi insieme a guide spirituali di grande positività durante un’odissea viaggiante, che culmina in una gara di karaoke a Omaha. La stampa annunciò che il film rivelava “il divertente e chiassoso mondo dei locali di karaoke e delle catene alberghiere”: probabilmente ci siamo persi questa parte. Il regista Paltrow è il padre di Gwyneth.

Thelma and Louise

Thelma, una casalinga frustrata, decide di prendersi qualche giorno di libertà scorrazzando per le autostrade americane assieme all’amica Louise. Durante una sosta in un night-club, Thelma rischia di essere violentata. Louise uccide l’assalitore e le due si ritrovano improvvisamente ricercate dalla legge. Road-movie tutto al femminile, indubbiamente ben congegnato e realizzato, anche se l’elogio filofemminista sembra studiato a tavolino, non senza un pizzico di furbizia e calcolo commerciale. Comunque brave la Davis e la Sarandon. Il migliore, però, è Harvey Keitel nel ruolo del poliziotto comprensivo.
(andrea tagliacozzo)

Terra Madre

Uomini e donne che nelle loro terra ancora resistono all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti. Un’alleanza che non ha barriere di lingue, divisioni di ideologie e religioni, né confini di Stati.

Un bacio romantico

Dopo la dolorosa rottura di una storia d’amore, Elizabeth (Norah Jones) parte per un viaggio attraverso l’America. Si lascia alle spalle i ricordi, un sogno e un nuovo amico (Jude Law) e va in cerca di una cura per il suo cuore spezzato. Durante il viaggio, Elizabeth lavora come cameriera e fa amicizia con diversi clienti – fra i quali un poliziotto tormentato (David Strathairn) e la moglie che l’ha lasciato (Rachel Weisz), e una sfortunata giocatrice d’azzardo (Natalie Portman) con un grosso debito da saldare.

Hired to Kill

Thompson, mercenario di professione, si spaccia per uno stilista gay per far evadere il leader ribelle Ferrer da un carcere latino-americano. La sua squadra commando: sei splendide ragazze travestite da modelle! Ben realizzato, ma di una stupidità da brivido.

Dominatore di Chicago, Il

Un avvocato disonesto (Taylor) e una showgirl (Charisse) cercano di liberarsi dei loro legami con la malavita di Chicago. La Charisse ha un paio di roventi numeri di ballo; il trattamento elegante di Ray ha fatto guadagnare a questo film un seguito di cultori. CinemaScope.

Ex Drummer

Tre musicisti disabili e drogati cercano un batterista per la loro rock band, per partecipare al più grande raduno di musica fiammingo, un evento in cui i gruppi si confontano senza esclusione di colpi. Dries, famoso scrittore, sembra l’uomo giusto, ma per entrare nella band deve inventarsi un’invalidità: finge così di non saper suonare la batteria. Dries si fa coinvolgere dallo strano fascino dei musicisti, ma col tempo finisce per essere lui a manipolarli, provocando tra loro un feroce odio reciproco. Anche se, come spesso accade, non tutto è come sembra.

Girls Town

La Van Doren, una dritta dalla battuta facile, viene rinchiusa in riformatorio, dove scoprirà di non possedere ogni risposta. Assurdo fino al paradosso, ma la vera pacchianata è costituita dal cast, senza parlare di Paul Anka che canta l’Ave Maria! Come dice Mamie, “fico, folle, favoloso!” Reintitolato Innocent And the Damned.

Zazie nel metrò

Commedia superficiale, co-sceneggiata da Malle, incentrata su una vivace ma petulante dodicenne (Demongeot) che si reca a Parigi in visita dallo zio (Noiret) ed è assolutamente determinata a viaggiare sulla metropolitana della città.

Il peggior allenatore del mondo

Dopo aver guidato i Boston Red Sox in una delle loro peggiori stagioni, Lambeau Fields viene chiamato dal vecchio amico Kenny Wiseman per allenare la scuadra di football dell’Heartland State University di Palinfolk nel Texas. Per l’uomo è una seconda occasione ma per la moglie Barb è l’ennesima scusa di suo marito per non passare del tempo con lei e con la ribelle figlia adolescente Michelle.

Castle of Fu Manchu, The

Lee seppellisce Fu Manchu con questo film — una schifezza — in cui sperimenta pozioni mortali in un castello nei pressi di Istanbul, sfuggendo al suo nemico di sempre: Nayland Smith (Greene) membro dei servizi segreti britannici. Originariamente distribuito negli Usa con il titolo Assignment Istanbul.

Testimone d’accusa

Giallo forense eccezionalmente efficace tratto da un testo di Agatha Christie. La Dietrich è l’impareggiabile moglie di un presunto assassino (Power). Laughton è al massimo della forma come avvocato della difesa, e la Lanchester deliziosa nei panni della sua pazientissima infermiera. Ultimo film per Power. Sceneggiatura di Wilder e di Harry Kurnitz. Ben sei nomination all’Oscar, tra cui anche Miglior Film e Regia.

The Matador

Julian Noble (Pierce Brosnan) è un assassino professionista. Attualmente si trova a Città del Messico per un ingaggio. Anche Danny Wright (Greg Kinnear) è a Città del Messico per lavoro. Solitamente Danny vive a Denver con la moglie Bean (Hope Davis) e, sebbene attraversino un difficile momento finanziario, dopo dieci anni di matrimonio c’è ancora una buona intesa tra i due. Danny si trova a Città del Messico per un’opportunità di lavoro che potrebbe risollevare la sua situazione economica o trascinarlo ancora più a fondo. Una notte, nel bar dell’albergo, i due uomini si incontrano e…

Vita di cristallo

Storia raffinata e toccante di un giovane romanziere (Stoltz) che diventa paraplegico dopo un incidente durante un’escursione e impara a adattarsi alla sua nuova vita in un centro di riabilitazione multietnico. Le cose non sono così cambiate dai tempi di Il mio corpo ti appartiene, ma situazioni potenzialmente malinconiche sono maneggiate con immediatezza, grazia e molto umorismo, e tutto il cast — specialmente Snipes e Forsythe — è eccellente. Jimenez, realmente paralizzato a causa di un incidente nel 1984, è anche co-sceneggiatore.

Character — Bastardo eccellente

Straordinaria storia, vincitrice dell’Oscar, su un ragazzo virtuoso (van Huet) nella Rotterdam degli anni Venti, intrappolato in una rete di intrighi finanziari dal suo alienato e maligno padre (Decleir). Al suo debutto nel lungometraggio, van Diem dimostra una regia sicura e quasi “dickensiana”, ma si muove veloce come un lampo. Forti interpretazioni di attori di scuola teatrale (salvo Decleir, della vecchia guardia cinematografica belga); il giovane protagonista van Huet sembra il sosia di Robert Downey jr. Tratto da un popolare romanzo olandese del 1938 di Ferdinand Bordewijk. Girato in Europa.

Beautiful Thing

Divertente storia di due adolescenti della “working class” britannica (Berry e Neal): vicini di casa, ma con due situazioni familiari ben diverse, i ragazzi intrecciano una relazione sentimentale. Humour graffiante e grandissima colonna sonora! Sceneggiato da Jonathan Hervey sulla base di un suo testo teatrale.

Hedwig – La diva con qualcosa di più

Per fuggire da Berlino Est il giovane Hansel decide di cambiare sesso e sposarsi con un americano, aiutato dalla madre che gli cede il suo passaporto. L’operazione non riesce perfettamente e in più, oltre a essere stato piantato dal suo compagno, dopo due mesi il muro crolla. Da quella tragedia riesce a reagire e, andato in America, inizia una carriera da drag queen rocker. Ma un amore deluso complica il tutto. Premiato al Sundance Film Festival come migliore regia e premio del pubblico, al Festival di Berlino Teddy come Migliore film, al Festival di Deauville Gran Premio della Giuria, premio della critica e del pubblico, al San Francisco Film Festival premio del pubblico e a Seattle migliore attore. Insomma, un curriculum di tutto rispetto, per non parlare delle critiche di alcuni tra i più importanti giornali a stelle e strisce: «Il miglior film musicale di tutti i tempi» (
Rolling Stone Magazine
), «Se
Rocky Horror Picture Show
oltre che un cult movie fosse stato un film migliore, si sarebbe avvicinato a Hedwig» (
New York Post
). Una bella storia, ben interpretata e ben diretta. Montaggio convincente, musiche da far ballare sulla sedia e trovate davvero geniali. Effettivamente è un bel film, un gran bel musical moderno. Molti l’hanno definito un incrocio tra
The Rocky Horror Picture Show
e
Priscilla la regina del deserto
, ma
Hedwig
è molto più surreale, ironico, sagace e pungente dei suoi predecessori.
(andrea amato)

Sporco contratto, Uno

Quando una donna (Remick) comincia a trattarlo umanamente, il killer prezzolato Coburn perde le proprie certezze. Un film troppo preoccupato di colpire a suon di “concetti elevati” per essere particolarmente divertente o coinvolgente. Panavision.

Nido, Il

Dramma di buon intrattenimento ma prevedibile, che descrive nei dettagli la relazione tra un ricco e maturo vedovo (Alterio) e un’alienata tredicenne (Torrent). Incommensurabile il sostegno della puntigliosa sceneggiatura e della regia di ArminÄn.

Caretaker, The — Il guardiano

Un derelitto (Pleasence) invade il mondo di un malato mentale (Shaw) e del suo sadico fratello (Bates). Cast superiore e interpretazioni magnifiche, ma claustrofobica regia di Donner. Sceneggiatura di Harold Pinter, basata sul suo dramma teatrale The Caretaker. Titolo americano: The Guest.

Mame

Questo musical, disperatamente datato, preso dal successo di Broadway di Jerry Herman e ispirato a La signora mia zia imbarazzerà anche i fan della Ball. Con Fred and Ethel Mertz! Bea Arthur rifà il ruolo che sul palcoscenico le è valso il Tony. Ultimo film della Ball. Panavision.

Amos & Andrew

Micidiale commedia che racconta la storia di un professionista nero che cambia casa: i nuovi vicini lo osteggeranno, credendolo un poco di buono. Ha aspirazioni di satira sociale, ma è ingenuo come le peggiori produzioni Disney degli anni Sessanta.

Bianca e Bernie nella terra dei canguri

Divertente — anche se complicato — sequel del lungometraggio animato della Disney del 1977, in cui i topolini innamorati Bianca e Bernie — improbabili agenti della Società Internazionale di Mutuo Soccorso, giungono fino in Australia per aiutare un ragazzino nei guai. Gli appassionati di cartoon noteranno un considerevole apporto del digitale all’animazione, specialmente per il diabolico trattore del cattivo.

Good Night And Good Luck

Usa, anni ’50. Edward Murrow (David Strathairn) è un giornalista televisivo della CBS e conduce con successo due programmi di approfondimento, usando come frase di chiusura «Good Night, And Good Luck». È affiancato dal produttore Fred Friendly (George Clooney), assieme al quale ricerca sempre notizie di rilievo. Murrow si appassiona alla disavventura del pilota della marina Milo Radulovich, che viene radiato senza un giusto processo con l’accusa di promuovere attività antiamericane. Nasce così lo scontro tra il giornalista e il presunto responsabile di questa persecuzione e del clima di sospetto imperante nella società del tempo: il senatore Joseph McCarthy, capo del Comitato Parlamentare per le Attività Antiamericane e particolarmente accanito nei confronti delle presunte attività sovversive messe in atto da cittadini in odore di comunismo. Molte saranno le pressioni e le difficoltà che l’intera redazione dell’emittente televisiva dovrà affrontare. Alcuni crolleranno ma altri, forti delle proprie convinzioni, lotteranno fino alla fine per affermare le proprie idee.

Dopo il debutto alla regia con

Confessioni di una mente pericolosa,
George Clooney confeziona un film impegnato e visivamente raffinato. Immersa in un elegante bianco e nero, la pellicola scorre nel mondo del giornalismo e dentro gli intricati conflitti dell’animo umano, raccontando la storia di un uomo che cerca di non tradire se stesso e i dettami della propria professione. Con l’uso prediletto del primo piano e una fotografia volutamente documentaristica, l’occhio di Clooney porta lo spettatore nelle riunioni di redazione, mostrando gli slanci emotivi dei giornalisti e le incognite nelle loro scelte. Discute temi delicati: critica la politica statunitense passata (e indirettamente quella attuale) che in più di un’occasione calpestò i diritti civili dei suoi cittadini instaurando un clima intollerante e di sospetto. Ma anche l’uso del mezzo televisivo inteso unicamente come mezzo d’intrattenimento anziché come fonte d’informazione e stimolo di riflessione. Lo stesso Clooney fornisce un’eccellente prova d’interpretazione davanti alla macchina da presa e in quest’opera si supera anche nel ruolo di regista. Il resto del cast non è da meno, da Robert Downey Jr a Jeff Daniels, ma su tutti brilla l’intensità drammatica di David Strathairm (Edward Murrow), che dà vita ad un personaggio carismatico che riesce a comunicare anche attraverso i suoi silenzi.
(mario vanni degli onesti)

Bloodline

Sandra e il suo collega Marco vengono incaricati dal loro capo di realizzare un servizio sul backstage di un film pornografico “d’autore”, come sorta di ricatto per non essere licenziati: tutto sarebbe normale routine giornalistica, se la location non fosse quella in cui, 15 anni prima, venne uccisa la sorella di Sandra da un serial killer chiamato “Il Chirurgo”. Sandra decide di accettare l’incarico, trovandosi però coinvolta in una nuova serie efferata di crimini: chi è il copycat che emula il ben noto serial killer? Ma soprattutto, perché i corpi da lui mutilati tornano in vita come demoni assetati di sangue?

American Graffiti

Appassionante e significativo racconto di formazione ambientato nel 1962: un mosaico popolato di giovani appena ventenni. Divertente e girato con il giusto approccio, è il film che ha lanciato Dreyfuss nel firmamento delle star e ha dato una notevole spinta anche alle carriere degli altri attori. Rieditato nel 1978 con una durata di 112 minuti. Kay Lenz appare in una scena di ballo. Con un sequel: American Graffiti 2. Techniscope.

Uomo senza scampo, Un

Lo sceriffo di un paesino di campagna (Peck) si innamora della figlia di un contrabbandiere (Weld), distruggendo in questo modo sia la sua vita professionale che quella personale. Un’opera insolita, ma anche senza scopo, aiutata dall’eccellente interpretazione della Weld. Johnny Cash canta cinque canzoni. Panavision.

Leone africano, Il

Stupendo documentario, forse il migliore fra i tanti targati Disney. I naturalisti Alfred ed Elma Milotte seguono un intero anno della vita del leone africano, filmando gli esemplari all’interno del loro habitat naturale. Drammatica, comica, divertente e piena di tensione: si può proprio dire che questa pellicola abbia tutto. Una piccola gemma.

Boris il film

Il regista Renè Ferretti molla la fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema.

Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola.
Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, il film mette a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità.

Il mostro del pianeta perduto

Sette sopravvissuti a un disastro atomico si ritrovano in una casa-rifugio. Si pone subito il problema dei rifornimenti e l’improvvisa comparsa di un mostro dagli artigli d’acciaio complica ulteriormente le cose. Girato con pochissimi mezzi, ma con grande abilità da Roger Corman, maestro del cinema a basso costo.

(andrea tagliacozzo)